“Vi lascio la porta aperta. Ho ucciso tutti” così confessa l’omicidio della famiglia prima di togliersi la vita

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Mauro Agrosi, 49 anni, tecnico di computer nel reparto mobile del Ponente genovese, chiama i suoi colleghi del 113 alle sei e mezza di mattina: “Venite. Vi lascio la porta aperta. Ho ucciso tutti“. Poi l’ultimo sparo a chiudere un progetto macabro che ha coinvolto tutta la sua famiglia. Una volta arrivati sul posto a Cornigiano, gli agenti hanno realizzato che quella frase era ancora più macabra del previsto. Sembra che Mauro Agrori abbia aspettato di sentire arrivare la squadra davanti alla porta prima di premersi contro il grilletto. Qualche ora prima aveva usato l’arma per uccidere la moglie sua coetanea e le due figlie di 10 e 14 anni.

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La follia di uomo che è arrivato a coprire il volto delle figlie prima di premere il grilletto, forse per attutire il suono o per non vedere cosa stesse realmente facendo. Poi ha lasciato una lettera “Ci sono troppi problemi insormontabili. Preferisco portarle con me”. Negli ultimi tempi aveva subito forte stress tanto da richiedere di essere tolto dal servizio operativo. Aveva frequentato un corso con successo e nel reparto mobile di Bolzaneto si occupava della gestione dei computer, passando così ad un lavoro più amministrativo e sedentario, senza lo stress dell’azione poliziesca.

Un uomo riservato e tranquillo, senza problemi a lavoro… questo quanto dipingono i colleghi e i vicini di casa. Una probabile depressione ma ben nascosta, uno stato d’animo lontano da qualsiasi occhio.

Troppi problemi dati dalla vita come asserisce lui stesso nelle sue ultime parole lasciate nero su bianco. Aveva debiti di gioco, ma non tali da portare ad un gesto simile. Si sta indagando ora sulla vita della coppia per cercare di capire cosa possa averlo portato ad un gesto così terribile. Niente però potrà riportare alla vita tre donne, vittime di chissà quale elucubrazione mentale.

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