Bomba dagli States: Donald Trump positivo al Covid

A poche ore dal testa a testa in diretta tv tra i due candidati alla presidenza arriva la conferma che l’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump è risultato positivo al coronavirus. Oltre a lui, anche la first lady Melania Trump conferma la propria positività ed aleggiano immediatamente le domande sullo stato di salute del candidato avversario Joe Biden, proprio in ragione del dibattito che avuto luogo giusto due giorni fa.

Si interrompe dunque forzatamente la campagna elettorale del presidente uscente, il quale conferma di aver incominciato, insieme a Melania, il periodo di quarantena e, affidandosi come ormai di consueto a Twitter, afferma: “INSIEME ce la faremo”. Una sventura che potrebbe però rivelarsi decisiva, accadendo proprio a ridosso delle elezioni, con il Presidente Trump che potrebbe, nella migliore delle ipotesi, uscire dalla quarantena solamente 15 giorni prima del voto.

Si aggiunge quindi anche Donald Trump alla lista dei leader maggiormente scettici nei confronti del coronavirus, poi risultati positivi. Dopo il britannico Boris Johnson, il brasiliano Jair Bolsonaro e l’antidemocratico bielorusso Aleksandr Lukashenko, ecco che anche il presidente americano si trova a fare i conti sulla sua pelle con la pandemia.

Non sono mancate infatti, com’era prevedibile, reazioni piccate, a partire dalla star NBA Jamal Crawford, che ricorda che non si può mettere in dubbio la scienza, fino al portavoce del governo francese, Gabriel Attial, il quale conclude i propri auguri di pronta guarigione ricordando che il virus non risparmia nemmeno i più scettici.

Trump, in effetti, è stato fin da subito uno dei presidenti meno inclini a introdurre limitazioni o misure di sicurezza, salvo poi cedere all’evidenza nel momento in cui gli Stati Uniti in brevissimo tempo avevano raggiunto la vetta mondiale per decessi da coronavirus. Un operato, quello dell’amministrazione repubblicana, fortemente contestato dalla frangia democratica (e non solo) del paese, che giudica colpevole il presidente statunitense di aver messo la stabilità economica del paese davanti alle vite dei propri cittadini.

Ritornano alla mente le dichiarazioni dei primissimi giorni dopo l’approdo dei primi casi negli States, in cui Trump annuncia che i contagi di colpo scompariranno e che il coronavirus per come veniva presentato da Cina ed Europa era “una montatura”. Quei giorni sono ormai lontani e quelle dichiarazioni possono venir confinate nella generale superficialità con cui veniva trattata la pandemia da alcuni paesi che ancora non l’avevano vissuta, oltre che nella paura di mettere in pericolo, nell’ultimo anno di presidenza, quel mercato che costituisce il baluardo centrale della campagna elettorale dell’imprenditore americano.

Proprio la Borsa, peraltro, è stata la prima a reagire alla notizia, con Dow Jones e NASDAQ entrambe proiettate ad un calo di almeno due punti percentuali nella giornata.

Aleggiano invece dei forti dubbi sulla trasparenza con cui sarebbe stata gestita la situazione di positività dell’ex modella, ora stretta consigliere del presidente Trump, Hope Hicks, che ha vissuto a stretto contatto con la famiglia presidenziale nell’ultimo mese, accompagnando la maggior parte delle date del tour elettorale anche con la propria presenza fisica nell’aereo presidenziale.

Parrebbe infatti, secondo fonti vicine alla presidenza, che la sintomatologia e positività della Hicks fossero note alla Casa Bianca già da Mercoledì. L’annuncio ufficiale è invece arrivato due ore prima rispetto all’annuncio della positività della coppia presidenziale, in uno scenario che alimenta il sospetto sulla scelta di temporeggiare sule precauzioni, in vista del fondamentale dibattito tra i due candidati avuto luogo proprio mercoledì.

Ad ogni modo, qualunque sarà l’esito delle indagini, se vi saranno, rimane, ovviamente, una priorità la tutela dello stato di salute del presidente statunitense a cui va un augurio di pronta guarigione e la speranza che quest’episodio possa se non altro auspicare ad un atteggiamento meno superficiale e più responsabile nei confronti di un’epidemia che consiglia di tenere alta la guardia.

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