Terremoto nel Maceratese, danni feriti e tanta paura

Si è sviluppata nella prime ore della mattinata odierna una forte scossa di magnitudo 4.6,  che ha interessato, quale epicentro Muccia, e le zone limitrofe nel Maceratese. Epicentro a due chilometri dalla località ad una profondità rilevata di circa nove chilometri.

Gli effetti del sisma si sono avvertiti nelle Marche e fino in Umbria fino a Terni, dove anche si sono avvertite fortemente le scosse. Nelle Marche ci sono stati danni ingenti e si sono approntate tutte le attività di emergenza previste in questi casi. Sono state chiuse le scuole e fermati i treni  per la verifica delle strutture e binari. Sono state allertati anche coloro che si occupano delle strutture abitative di emergenza e tende.

La paura, da sempre presente tra la popolazione del luogo, è tornata nuovamente. Erano diversi giorni che si avvertivano piccole scosse, che però, racconta il sindaco di Muccia, Paolo Baroni, sono diventate più forti ed insistenti. E’ crollato un campanile del ‘600, ma non si sono segnalati feriti gravi.

 

A Pieve Torina sono state invece evacuate quattro famiglie, per i danni riscontrate alle abitazioni. C’è un reale rischio di cedimenti e crolli, la scelta è stata inevitabile.

Anche a Camerino e nelle zone limitrofe le scosse sono state molto intense e si teme un ulteriore escalation dei fenomeni nelle prossime ore.

Carlo Doglioni, presidente dell’INGV ha confermato questa teoria. C’è massima attenzione e sono stati allertati tutte le organizzazioni atte al primo soccorso, Protezione Civile, Vigili del Fuoco oltre all’Esercito. Sono pronti a muoversi anche dalle maggiori città ulteriori nuclei di assistenza. Agire subito senza creare caos. Tutte le operazioni devono essere coordinate a tutela della popolazione, con interventi capillari.

Il odierno rientra  in quella che può essere definita una normale evoluzione delle sequenze attivatesi dall’agosto del 2016.  I sismologi hanno identificato la scossa quale  magnitudo 4.6. Una violenta scossa che fortunatamente è stata comunque di 500 volte inferiore a quello di magnitudo 6,5 del 30 ottobre 2016».

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