Taxi Driver: il viaggio insieme a Rkomi

Una ventata di aria fresca si è respirata questa notte. Rkomi ci ha regalato il suo nuovo album “Taxi Driver” confermandosi un artista versatile e all’avanguardia.

Due anni di attesa, dal suo ultimo progetto “Dove Gli Occhi Non Arrivano”, sono stati più che ripagati. Rkomi ci ha dimostrato come al giorno d’oggi sia fondamentale rinnovarsi con stile e consapevolezza, pesando i propri mezzi e senza mai fare il passo più lungo della gamba. Partito da zero con il primo album del 2016, “Dasein Sollen”, l’artista milanese si è fatto strada nella scena rap prima e in quella pop poi.

Partiamo dal progetto in sé. Rkomi è rimasto in silenzio per diverso tempo, comparendo solamente per qualche istante sui social. Da un mese si è stabilmente rimesso in mostra annunciando l’uscita del singolo con Tommaso Paradiso “Ho spento il cielo” e dopo poco tempo l’intero album. Questo è un chiaro omaggio all’omonimo fil di Martin Scorsese, dove Robert De Niro, nei panni di Travis Bickle utilizza il suo taxi per farci arrivare la musica di Mirko. Un viaggio tra vari mondi, tra vari generi e vari mood. Ogni particolare è stato curato nei minimi dettagli, la scelta della copertina, delle grafiche e le mosse di marketing confermano l’ottimo lavoro del team di Rkomi, capace come sempre di proporre qualità. Come previsto, l’intento del rapper milanese era quello di dimostrarci che si possono fondere più generi, che lui stesso è capace di vestire più panni all’interno di uno stesso album, senza mai fare il passo più lungo della gamba e senza abbandonare la sua inconfondibile sensibilità.

Le tracce sono 14 e ascoltate di fila evocano l’idea di un viaggio in taxi, un percorso sensato che si conclude con l’ultimo brano, la title track, che Mirko definisce come la più profonda. Ciò che colpisce sono i numerosi featuring, che a parte due canzoni, sono presenti ovunque. Con Sfera Ebbasta, Dardust ed Ernia aveva già collaborato in passato, ma artisti come Gazzelle, Irama, Gaia, Chiello ed Ariete rappresentano una vera e propria novità, una fusione di generi e scuole musicali differenti che rende affascinante il progetto nel suo complesso. Tra i titoli più interessanti è doveroso citare “10 Ragazze” con Ernia, un chiaro omaggio al brano di Lucio Battisti che conferma la passione dell’artista milanese per il cantautorato italiano. “Me o le mie canzoni?” (feat Gazzelle), fa invece riflettere sul dualismo che affligge da tempo Rkomi, il binomio artista-personaggio che non sempre riesce a gestire. Anche la scelta dei producer, Dj Shablo, Dardust e Night Skinny conferma la serietà e l’elevato livello qualitativo dell’album, di cui sicuramente si parlerà molto nelle prossime settimane.

Rkomi è qui, ci ha deliziato ancora una volta con la sua musica, con i suoi contenuti e con la sua attitudine, il viaggio in taxi ci ricorda la forza evocatrice della sua arte. Restando in attesa di poter vedere delle esibizioni dal vivo, magari accompagnate da un pianoforte, ci godiamo questa perla facendoci trasportare dal taxi di Mirko.

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