Tatuaggio quale segno distintivo o pura moda? E se ci si ripensa, come fare?

 

Un tatuaggio perché? (tattoochanging). Per ricordare un’emozione, per imprimere un impegno, per dimostrare amore, per il piacere di arricchirsi di un colore, per non passare inosservati, per timidezza, per ostentare, per sensualità, per non dimenticare, per sognare. Ognuno può trovare dentro di se il motivo per cui scegliere di segnare il proprio corpo con qualcosa di indelebile. Qualcosa che duri per sempre, più di un diamante, più di un anello. La storia dei tatuaggi è lunga, antichissima. Se ne hanno traccia sin prima degli Egizi. Gli antichi romani non li amavano, ma poi ne assorbirono il costume. I Cristiani ne imprimevano il senso, come anche i Crociati in altre epoche.

Cos’è un tatuaggio?  E’ un’affermazione di se stessi, di ciò in cui si crede e si ritiene importante, ma che si desidera esternare agli altri.

Sono stati segni distintivi di carcerati e deportati. Sono una marchiatura bene o male, che ha attraversato il tempo assumendo un senso differente. Oggi, un po’ per moda, un po’ per amore sono tornati. Ormai da qualche anno hanno ricoperto i corpi, prima timidamente, ora anche esageratamente (opinione personale) e talvolta qualcuno ne ha perso il senso della misura. Un tatuaggio però oggi può anche non essere più “per sempre”, come scritto sopra. Spesso infatti – è stato dimostrato – chi ha un tatuaggio, vorrebbe occultarne l’esistenza. Talvolta questo perde il significato originale per cui era nato. Altre volte, è proprio il tatuaggio che stufa. Alcuni tatuaggi vengono fatti da giovanissimi e in età adulta non ci si rispecchiano.

Se poi affrontiamo il tema legato all’amore, capita che le iniziali, le frasi o i disegni tribali o in lingue asiatiche, non rappresentano più la propria vita, la propria storia.  Se si pensa a farfalline o piccoli elementi decorativi la cosa non spaventa, ma ci sono intere braccia o polpacci (per non parlare del collo) che davvero – talvolta fanno rabbrividire. C’è però oggi una nuova tecnica, si chiama tattoo-changing che permette la rimozione totale o parziale dei tatuati pentiti.

E’ stata utilizzata anche da diversi personaggi pubblici, che a seguito di una fine di un amore hanno provveduto a rimuovere il simbolo che raffigurava e conteneva il nome del partner. La stessa persona della farfallina a cui accennavo prima ha eliminato da un’intera spalla un grande tatoo senza alcun segno.

Grazie ad una tecnica che utilizza il Laser è oggi possibile rimuoverli. Con l’introduzione dei laser che non usano più il Co2 (che lasciavano segni sull’epidermide), si è arrivati al sistema “Picolaser” e il laser “Q-Switched“.

Entrambi sfruttano un principio che agisce sull’inchiostro penetrato nella pelle, frammentandolo e riducendolo e facendone eliminare i residui dall’organismo. Per eseguire tali operazioni bisogna essere specializzati. Medici competenti per l’uso di queste apparecchiature.

Un attento studio del tratto del corpo definirà l’intensità della luce emessa, necessaria al trattamento.   Dipende dallo strumento e tecnica utilizzata. Con i laser di nuova generazione (PicoSureTM) si ottengono risultati significativi già dopo le prime sedute. Ne bastano generalmente da due a cinque.

In ogni caso, nei punti più profondi o difficili si possono ripigmentare – con il colore che meglio si avvicina a quello originale della pelle e far scomparire del tutto il disegno. In ogni caso, bisognerà avere l’accortezza di non prenderci il sole, altrimenti in qualche maniera, il disegno riemergerà.

“Anche io ho un tatuaggio, non per affermare, ma per non dimenticare, perché sono designato e ho un impegno da rispettare, perché sono un padre e li amo più di ogni altra cosa, perché ne sono  fiero e geloso e li rivendico miei. L’unico amore che non potrebbe mai cambiare, l’unico sincero che non si può tradire, i figli”.

#tatoochanging

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