Scuola: per Paoletti sono troppi tre mesi di vacanza

Grande dibattito e polemiche varie seguite alla proposta del Ministro Paoletti di ridurre le vacanze estive per gli studenti. C’è chi propone di inserire in quei lunghi tre mesi corsi di formazione e recupero, chi parla di inserimento nel mondo del lavoro. Tutto dipende dalle fasce di età, ma di certo una vacanza così lunga è eccessiva ai giorni d’oggi. I genitori lavorano, pochi i nonni disponibili a coprire periodi così lunghi di assenza da scuola, pochissimi i genitori che possono permettersi ferie a oltranza, ancora meno quelli che possono sostentare uno o più figli tra campi scuola e baby sitter per tutta o quasi la durata vacanziera.

last-day-of-school

Senza poi contare, come fa ben notare il Moige, che un tempo così prolungato di inattività scolastica può vanificare gli sforzi di apprendimento fatti durante l’anno. Il rischio della proposta di paletti può essere però quella di avere una riforma dell’apprendistato che dequalifichi l’alternanza scuola lavoro, come teme la Cgil.

Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti, si fa avanti prospettando i timori degli studenti, ossia quelli di un Ministro che possa spingere verso lo sfruttamento della formazione, invitando gli studenti a lavorare d’estate.

Paoletti dice: «Un mese di vacanza va bene. Ma non c’è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato – ha ipotizzato il ministro del Lavoro – a fare formazione. Una discussione che va affrontata».

Il Ministro Giannini, da Madrid, ha continuato facendo notare che i temi trattati da Poletti «sono stati oggetto di analisi anche nel lavoro sul Ddl Scuola», specificando che  fare esperienza lavorativa durante l’interruzione scolastica può diminuire la dispersione e facilitare poi l’inserimento nel mondo del lavoro, aiutando poi anche nelle scelte universitarie successive.

E voi che ne pensate?

Commenti

commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: