Scarichi Omologati Busso Silencers: abbiamo montato quelli “Cattivi” [+Galleria]

 

Nell’ambito della personalizzazione della moto, abbiamo effettuato diversi interventi ad una Guzzi V7 III Stone. Non è una moto potente, non ha altissime prestazioni, ma ha una personalità unica e una guida come non ho mai provato prima. Ho posseduto moto anche più potenti, ma con lei e con la mia età ci siamo incontrati ed è stato amore al primo sguardo. La V7 sta vivendo una seconda giovinezza. Un po’ tutto il settore delle moto di questo tipo stanno tornando di moda, lei però garantisce anche standard di sicurezza di ultima generazione (dal controllo di trazione al sistema ABS, per non parlare della trazione tramite Cardano). Come tutte le moto ha i suoi difetti piccoli e grandi, ma ci si può lavorare. Sicuramente ciò che mi piaceva poco erano la sella, gli indicatori di direzione, gli specchietti, così come  altri dettagli, che poco alla volta sistemerò e magari vi racconterò. Sicuramente punto dolente di questa moto sono gli ammortizzatori posteriori… ma esteticamente parlando, una cosa che non mi ha mai fatto impazzire erano gli scarichi.

In un precedente articolo, vi ho raccontato come grazie agli amici della Busso Silencers abbiamo installato e testato dei terminali short, che davano una sensazione di maggiore equilibrio all’estetica della moto. Trovo gli scarichi originali davvero troppo grossi e ne appesantiscono l’insieme. Con quelli testati la moto era più bella, più leggera e facile da guidare. Il materiale è anche più leggero e questo comporta di dover stare attenti a non scottarsi (non è previsto un telaietto supplementare per evitare bruciature). Ma pregi tanti e difetti davvero nessuno.

articolo 29/10!2019: “BUSSO SILENCERS, SILENZIATORI TUTTI MADE IN ITALY. QUALITÀ E TANTA VOGLIA DI CRESCERE… BUON COMPLEANNO”

Sempre con Busso Silencers mi è stata offerta una nuova possibilità che ha il sapore della sfida.

Stiamo parlando di un prodotto di una qualità costruttiva superiore: in acciaio spazzolato, con saldature perfette e lavorazione elegante e raffinata. Sono gli scarichi bassi extra Short con DB Killer (Omologati). Una bellezza. Un’opera d’arte davvero.

Prima di andare avanti con la lettura vi dico il loro unico difetto, che è però una caratteristica di chi li sceglie, il Sound. Lo si sente nella pancia, uno spettacolo da amanti delle moto un po’ più cattive.

Quando sono arrivate, la prima sorpresa è stata la confezione: in Legno personalizzate. Sopra impresso il Marchio Busso Silencers, e sotto Moto Guzzi.

Dentro avvolte e protette l’impianto di scarico completo. Non stiamo parlando dei terminali, ma di tutto l’impianto che parte dai cilindri, scende e curva e si raccorda ed è esso stesso scarico, un unico pezzo, raccordato con il gemello. Passa per la Sonda Lambda ( che non procura alcun problema. Diffidate da chi dice che va regolata la centralina, la moto fa tutto da sola) e terminano all’altezza del cavalletto laterale.

Sono una scultura moderna, bellissimi. Già l’anello della Flangia  di fissaggio ai cilindri sono dei rombi smussati di uno spessore ragguardevole che danno il senso del prodotto con cui si ha a che fare. Nella confezione avrei inserito una guarnizione per la flangia ( in acciaio inossidabile e grafite) – per fare aderire al meglio lo scarico e due bei bulloni da 10 Ø cromati – quelli originali sono  (dopo un anno) già semi-arrugginiti.

Il montaggio dei nuovi collettori non ha comportato grandi difficoltà. Solo smontare il sensore della sonda lambda è stato abbastanza duro (Chiave da 22 Ø). Ne ho approfittato per pulirle con la carta vetrata finissima  e lubrificare la filettatura prima di montare il nuovo impianto. Sono proprio partito dalla sonda per poi fissare provvisoriamente la flangia della prima bancata, poi stesso lavoro per l’altra zona. Diciamo che il punto di contatto dei due terminali è stato il punto più scomodo da far combaciare (anche perché se non si collegano bene tutte le parti, lo sfiato manda in crisi la centralina che potrebbe dare errore la spia del motore). Mi sono aiutato con una corda legata tra le due curvature e l’ho strette sfruttando le corde stesse come leve e arrotolandola corda le due parti si sono avvicinate, poi dopo aver collegato le due parti dei collettori (riutilizzando la fascetta  degli scarichi originali), si può fissare all’altezza del cavalletto il terminale con brugola e dado da 13 Ø. Il serraggio finale delle flange porta a conclusione il lavoro.

Il risultato è ancora più bello di quanto immaginato. I collettori cromati su una moto nera spiccano e brillano dando importanza e un pizzico di eleganza all’insieme. Tale eleganza viene poi “distrutta”, dalla cattiveria del rombo.

Le Busso Silencers si sentono e si notano. Su strada permettono una grande spinta. Levando il DB Killer, tutta la rabbia esce fuori. Tramite una vite laterale si possono sfilare e gli scarichi (aperti) diventano ancora più cattivi (altro che Harley Davidson). La moto acquista un nuovo carattere e aquel punto bisogna indossare giubotto in pelle, casco ed occhialoni da chopper.

Concludo la prova con una sensazione del tutto positiva per ciò che ho provato, ma al contempo un desiderio, forse un po’ troppo in controtendenza con la vocazione di questi collettori… un po’ meno rumore. Affrontare un viaggio con questo sound si può fare, ma passare nelle vie di una città di notte, mi attirerebbe troppi accidenti.

Insomma tante belle sensazioni con un baricentro spostato in avanti, a tutto vantaggio della manovrabilità della moto e di un equilibrio generale migliorato in ogni momento. Che dire – a questo punto –  Sfida vinta a mani basse. Dovrò agire sulle sospensioni.

Una nota commerciale: Busso Silencers organizza gruppi di acquisto per abbassare il prezzo totale. Vi invito a visitare il loro sito e profilo facebook

www.bussosilencers.com

https://www.facebook.com/bussosilencerstorino/

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