Scadenza TASI a Dicembre. E per il 2016?

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Cos’è la Tasi? A molte persone i cambiamenti imposti negli ultimi anni non sono ancora ben chiari. Una volta c’era l’ICI e tutto finiva là. Ora, dopo la più recente IMU, c’è la  la TASI, che è poi la  Tassa sui Servizi Indivisibili. Il prossimo anno però qualcosa forse cambierà, almeno per la prima casa.  Intanto raccontiamoci un po riguardo a tutte queste sigle che:  la IUC, Imposta Unica Comunale, derivante dalla legge di stabilità 2013 è una  tassa del Comune per tutti i Possessori (proprietari e/o detentori) di un immobile. Si compone  della Imposta Comunale Propria, IMU che però esclude la proprietà delle abitazioni Principali e della TASI, che riguarda i servizi indivisibili sia dei proprietari che dei possessori utilizzatore dell’immobile. C’è poi la TARI che riguarda il foraggiamento economico di servizi relativi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Dal 2014 sono esenti dall’IMU le abitazioni principali delle categorie catastali A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7.

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente. Sono  pertinenze dell’abitazione principale quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate.

La TASI è una  imposta comunale istituita dalla legge di stabilità 2014. Essa riguarda i cosidetti  Servizi Comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale.

Ciò che distingue questa imposta, nell’ambito dei cosidetti diritti al godimento dei Beni, è che la tassa va ad interessare non solo il  proprietario a qualsiasi titolo dei fabbricati, (e cioè tutte le unità immobiliari di proprietà: abitazione principale, pertinenze, terreni di aree edificabili, a qualsiasi uso adibiti, tranne gli agricoli). Soggetto passivo è  anche l’eventuale affittuario. La legge stabilisce infatti, che ove un’unità immobiliare sia occupata da persona differente del proprietario, a quest’ultimo spetti una quota compresa tra il 10%-30% (determinato dal Comune dell’immobile) e qualora l’importo calcolato sia inferiore ai €12,00 o la locazione non ha superato i sei mesi, non va versato alcun importo.

Quando i possessori sono più d’uno (e anche gli affittuari), il versamento va pagato da ogni singolo proprietario o detentore per la propria quota di competenza. Ci sono poi Categorie di “proprietari” Esentati dal versamento della Tassa: Sono gli immobili Pubblici, i Luoghi di Culto, le strutture ospedaliere e gli Istituti sanitari locali, gli immobili di Province e Regioni, gli Immobili appartenenti a Stati Esteri con attività diplomatica.

Per le Multiproprietà sarà l’amministratore che le gestisce a pagare per la spettanza delle cosidette quote comuni, per ogni singola proprietà da ripartire tra i singoli proprietari. La quota personale non raggiungerebbe l’importo – in base a quanto già accennato, del periodo di spettanza.

Comuni con regolamento autonomo, possono prevedere riduzioni ed esenzioni nel caso di: abitazioni con unico occupante, abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo. locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero, fabbricati rurali ad uso abitativo

La base imponibile e’ quella prevista per l’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

L’aliquota di base della TASI e’ pari all’1 per mille. Il comune, con una delibera  del Consiglio Comunale, può ridurre l’aliquota fino all’azzeramento, oppure determinare l’aliquota rispettando in ogni caso il vincolo in base al quale la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non sia superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU

Il versamento del saldo TASI e IMU 2015 deve essere effettuato entro il 16 dicembre mediante modello F24, utilizzando i corrispondenti codici tributo, o bollettini postali disponibili in tutti gli uffici postali, in parte già precompilati, da completare con i dati anagrafici del contribuente e i dati dell’immobile. ATTENZIONE PERO’ ALLE ALIQUOTE DEL PROPRIO COMUNE D’INTERESSE. Talune località, hanno infatto deliberato delle variazioni rispetto all’acconto di Giugno.

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La Legge di stabilità per il 2016 sta definendo i caratteri più propri di quello che il Governo vorrebbe far diventare un pacchetto meno opprimente per le famiglie Italiane. Di fatto, una serie di emendamenti hanno minato tale idea iniziale. La richiesta di Copertura finanziaria di fatto pone grossi limiti ad un disegno che forse non potrà essere attuato secondo i connotati iniziali.

L’esenzione TASI si vorrebbe applicare sulle unità immobiliari adibite ad abitazione principale,  (ad esclusione delle categorie catastali di lusso A/1, A/8 e A/9).  Viene altresì modificata la norma che prevede che il detentore dell’immobile, che ne faccia uso di abitazione principale debba una quota. La TASI  sarà dovuta soltanto dal proprietario, nella percentuale fissata dal Comune ovvero nella misura del 90% secondo il rispettivo regolamento comunale (ciò non vale per le categorie di lusso, per le quali resta invariato tutto a come è applicato ad oggi). La Legge di stabilità vede voci quali Canone Rai, Possibilità  al part-time per determinate categorie di lavoratori, Assunzioni Agevolate e sgravi, Limite all’uso del Contante portato a tremila Euro.

Tutto ciò pone non pochi dubbi circa la effettiva copertura,  alle misure di compensazione del mancato gettito ai comuni e alla diminuita autonomia fiscale degli enti. Un cosidetto  Fondo di solidarietà comunale dovrebbe provvedere a compensare i minori introiti  a risarcimento della perdita della Tasi per l’abitazione principale e dell’Imu sui terreni agricoli. I Comuni con la minore entrata della Tasi, saranno portati ad aumentare le aliquote su seconde case, una prospettiva iniqua e comunque non risolutiva. I problemi sono ancora molti sul tavolo. Trattative ed emendamenti si susseguono alla ricerca di interventi di riequilibrio. Staremo a vedere.

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