Russia, sparatoria in una scuola nella città di Kazan. Arrestato un diciannovenne

11 MAGGIO. È di questa mattina la notizia di una sparatoria avvenuta in una scuola di Kazan, città nel centro della Russia, in cui sono rimaste uccise 9 persone tra studenti e professori, mentre i feriti sarebbero 21. L’assalitore, un diciannovenne, è stato arrestato dalla polizia.

Ha diciannove anni l’autore della strage avvenuta questa mattina in una scuola di Kazan, capitale della repubblica russa del Tatarstan. Il giovane è un ex studente della medesima scuola ed è stato arrestato dalle forze speciali di polizia intervenute sul luogo subito dopo la sparatoria. In un primo momento si è parlato anche di un secondo assalitore, ma questa informazione è stata smentita, si tratterebbe infatti di un “lupo solitario”. Inoltre, sembrerebbe che all’interno della scuola ci sia stata anche un’esplosione. In totale si contano 9 morti e 21 feriti, tra cui 18 bambini.

Chi è l’assalitore

Secondo quanto riportano i media russi, l’autore della sparatoria si chiamerebbe Ilnaz Galyaviev, giovane diciannovenne che aveva frequentato la stessa scuola oggetto della tragedia, da cui era stato espulso ad aprile. Il ragazzo aveva “un’arma registrata a suo nome” come ha riferito Rustam Minnikhanov, presidente della repubblica di Tatarstan.
La mattina stessa, poco prima di compiere la sparatoria, il giovane ha pubblicato sul proprio canale Telegram un messaggio in cui comunicava la strage.
Galyaviev è comparso sui media in un video, in cui racconta dalla sua cella il motivo per cui avrebbe deciso di aprire il fuoco nella sua vecchia scuola. Il ragazzo rivela di aver “sempre odiato tutti” ma che, dalla scorsa estate, “un mostro ha iniziato a prendere corpo dentro di me”. Continua “due mesi fa mi sono reso conto di essere Dio, nessuno me lo ha detto, me ne sono reso conto da solo”. Le forti parole del giovane, pronunciate in risposta alle domande degli investigatori, sono state riportate dal canale televisivo Dozhd.

Il terrore nella scuola

Numerosi testimoni hanno raccontato la terribile scena a cui hanno assistito mentre la sparatoria era in atto. Alcuni studenti si sono lanciati dalle finestre per sfuggire all’assalitore, e due di loro sono morti in questo modo.

Stretta sulle armi, la decisione di  Putin

Alla luce dei fatti accaduti, il presidente russo Vladimir Putin ha richiesto una revisione della legislazione sul porto d’armi, con il fine di inasprire le regole vigenti in materia.
“Il presidente ha ordinato uno sviluppo urgente per il tipo di armi che possono essere date alla popolazione civile, tenendo conto di quella utilizzata nella sparatoria di Kazan”, ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, specificando che “a volte certi tipi di armi di piccolo calibro sono registrati come armi da caccia, ma in alcuni paesi sono usati come fucili d’assalto. Anche questo sarà risolto con urgenza dalla Guardia nazionale russa”.
In molti hanno osservato come le limitazioni erano già state disposte da Putin dopo una strage simile avvenuta nel 2018 in una scuola di Kerch, in Crimea.
La giornata di domani è stata dichiarata di lutto nazionale nella regione del Tatarstan.

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