Roma: la gestione del verde pubblico comunale va anche ai migranti

Dopo la fantasiosa idea di mettere greggi di pecore a sistemare le aiuole della Capitale, ecco una nuova proposta molto più attuabile. Infatti, per sistemare l’erba ormai incolta per tutta la città visto che i giardinieri assoldati da Roma sono troppo pochi, si ricorrerà al lavoro dei migranti, impegnati così con la loro manodopera.

L’assessore alle Politiche sociali e alla scuola, Laura Baldassarre, ha annunciato lo scorso venerdì nel corso dell’ultima diretta Facebook: «Per la prima volta il Comune di Roma sta mappando le competenze dei migranti». Per fare questo si dovranno schedare tutti i rifugiati o richiedenti asilo che vivono nella Capitale così da capire meglio come la loro presenza possa essere di aiuto alla città. Schedare quindi tutti per poi integrarli in mansioni di pubblica utilità.

La mappatura già avviata terminerà presumibilmente a luglio, visto l’alto numero di persone che dovranno essere raggiunte: il Lazio è la seconda regione italiana, dopo la Lombardia, per numero di migranti ospitati contando il 9% del totale nazionale ovvero più di 4mila persone di cui la metà risiede a Roma. Il circuito Sprar romano è così composto: 2.768 adulti richiedenti asilo e/o rifugiati, 62 minori e 6 persone in assistenza medica continuativa.

Entro settembre quindi si dovà essere pronti per l’inserimento come giardinieri, dopo una formazione del personale adeguata per curare il verde, così lasciato alla balia dei tempi ad oggi.

Il corso di formazione sarà dedicato quindi a tutti i rifugiati che volontariamente vorranno prendere parte allo sfalcio dell’erba cittadina e nella pulizia di parchi e ville. Il progetto andrà anche oltre, comprendendo oltre che il verde pubblico anche, in accordo con Istituzione biblioteche di Roma, personale specializzato con conoscenze informatiche, lauree e diplomi conseguiti nei paesi di provenienza per lavorare presso le biblioteche: catalogazione dei volumi, segreteria funzionali alla conservazione di testi e scritti come anche nei corsi di lingua e in servizi informatici utili alle biblioteche.

 

 

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