Roma ha il dono di rendere ogni evento un racconto. Quale miglior protagonista se non il vino e la voglia di conoscere e celebrare le migliori etichette sia italiane che straniere. Così è stato per la cerimonia di premiazione del Concours Mondial de Bruxelles e della Sauvignon Selection by CMB, ospitata anche per questa edizione nel suggestivo Palazzo Valentini a pochi passi da Piazza Venezia. Lampadari antichi e saloni storici per la prima parte della giornata, dove la premiazione ha visto protagonisti aziende, cantine e produttori , uniti dalla stessa passione per il vino e per il racconto che ogni bottiglia custodisce.
Quest’anno, l’Italia ha confermato il suo ruolo da protagonista nel panorama enologico internazionale: 582 etichette premiate, tra cui 24 Gran Oro, 218 Oro e 340 Argento. Toscana e Sicilia si sono contese il podio — la prima con la consueta eleganza dei suoi rossi, la seconda con l’energia vulcanica dei suoi vitigni. E tra i territori d’eccellenza anche Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, leader assoluti della Sauvignon Selection. Durante la cerimonia, accanto a figure istituzionali come Baudouin Havaux, Presidente del CMB, e Pierluigi Sanna, Vicesindaco della Città Metropolitana di Roma, si è respirato il senso di un’Italia del vino che sa innovare pur restando fedele alla propria identità. “Ogni medaglia non è solo un premio – ha ricordato Havaux – ma un ponte tra territori e mercati internazionali, un modo per raccontare la storia di chi quel vino lo fa con le mani, la mente e il cuore”.
Dopo la premiazione si sono aperti i banchi di assaggio e tra i momenti più affascinanti della giornata, c’è stata senza dubbio la masterclass dedicata ai migliori Rosati della Provenza. Un viaggio sensoriale che ha portato nel cuore di Roma la luce del Mediterraneo francese, con i suoi profumi di lavanda, pompelmo rosa e garrigue.
Un viaggio di calice in calice, dal Côtes de Provence Sainte-Victoire dalla fine mineralità, ai rosati di Bandol, più strutturati e profondi. Ogni vino racconta un frammento di terra e di mare, un equilibrio tra freschezza e complessità che solo la Provenza sa esprimere.
I rosati provenzali — troppo spesso considerati “vini d’estate” — si rivelano in tutta la loro versatilità gastronomica: perfetti con una tartare di gambero rosso, sorprendenti con un risotto agli agrumi, persino intriganti accanto a un formaggio erborinato. Un esempio di come il vino, quando nasce da territorio e savoir-faire, possa superare le stagioni e diventare linguaggio universale.
Tra i premi speciali, il titolo di “Rivelazione Italia” è andato al Cima Caponiera Riserva 2018 di Ca’ Rugate, mentre la “Rivelazione Spumante Italia” ha incoronato il Centinari Franciacorta Brut. Da segnalare anche il Don Venanzio Rosato 2024 di Cantine San Nicola, “Rivelazione Rosé Italia” – una scelta che ha acceso l’interesse dei presenti per la crescente qualità dei rosati italiani.
La giornata porta un messaggio chiaro forte: il vino non è solo un prodotto, ma un mezzo di connessione tra popoli e culture. Come ha sottolineato Sanna, “in un tempo segnato da tensioni internazionali, eventi come il CMB hanno un valore che va oltre l’enologia: uniscono, raccontano, costruiscono ponti di bellezza e conoscenza”.

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