La puntualità dei treni italiani resta un problema serio. Secondo l’ultima indagine di Altroconsumo, presentata oggi alla Camera dei Deputati, quasi un convoglio su cinque dell’Alta Velocità accumula ritardi. Tra i due principali operatori, Italo si dimostra più affidabile di Frecciarossa, mentre la situazione più critica riguarda gli Intercity, in cui le corse fuori orario raggiungono il 40%.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo, l’onorevole Maria Chiara Gadda, vicepresidente dei deputati di Italia Viva e prima firmataria della proposta di legge sulle nuove tutele per i viaggiatori, Andrea Giuricin, docente di Economia dei trasporti all’Università di Milano-Bicocca, e Marco Rasconi, consigliere nazionale UILDM. La proposta di legge punta a rafforzare i diritti dei passeggeri, soprattutto in materia di indennizzi, rendendoli più equi e facilmente accessibili.
Altroconsumo, infatti, sollecita un abbassamento della soglia di ritardo necessaria per ottenere il rimborso, oggi fissata a 30 minuti, e un aumento delle percentuali di indennizzo. L’obiettivo è ampliare la platea dei viaggiatori che possano ottenere un risarcimento in caso di disservizio. “I nostri dati fotografano una realtà ancora insoddisfacente: almeno un treno AV su cinque arriva in ritardo e, per gli Intercity, la percentuale sale al 40%,” ha sottolineato Cavallo. “Questi numeri non sono semplici statistiche, ma rappresentano le difficoltà quotidiane di chi si sposta per lavoro, studio, cure o necessità personali. A pagarne le conseguenze maggiori sono spesso i cittadini più fragili. Servono regole più giuste, indennizzi automatici e tempi di riconoscimento più rapidi.”
L’indagine, condotta tra il 25 luglio e il 5 settembre su 54 tratte e oltre 28.000 rilevazioni, ha mostrato come Frecciarossa risulti meno puntuale rispetto a Italo, con il 31% dei treni in ritardo contro il 20% del concorrente. Le criticità maggiori si registrano lungo la direttrice adriatica: sulla tratta Bari–Milano i ritardi superano il 70%, mentre sulla Salerno–Torino oltre la metà dei treni non rispetta l’orario. Anche per Italo non mancano i problemi, soprattutto sulla Napoli–Venezia Mestre (40% dei convogli in ritardo) e sulla Reggio Calabria–Roma (38%).
Gli Intercity restano però i più problematici, con una media del 41% di corse in ritardo e picchi che superano l’80% sulla Reggio Calabria–Salerno.
Altroconsumo stima che, abbassando la soglia dei rimborsi a 15 minuti, il numero dei passeggeri che avrebbero diritto a un indennizzo raddoppierebbe. Per esempio, sulle tratte Frecciarossa il 13% dei treni accumula almeno 15 minuti di ritardo, ma solo il 5,7% supera la soglia dei 30 minuti oggi prevista per i rimborsi. Situazione analoga per Italo, dove il 7,8% dei convogli sfora i 15 minuti, ma soltanto il 3,6% va oltre la mezz’ora.
Un ulteriore dato preoccupante riguarda l’allungamento progressivo dei tempi di percorrenza: la Milano–Roma, un tempo completata in 3 ore, oggi richiede in media 3 ore e 20 minuti, con punte che possono superare le 4 o 5 ore in presenza di cantieri o altre criticità.
In sintesi, lo studio di Altroconsumo mette in luce un sistema ferroviario in affanno, dove la qualità del servizio non sempre giustifica i costi elevati. Da qui la richiesta di nuove tutele per i passeggeri e regole più severe per le imprese ferroviarie.

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