Raccolta differenziata porta porta, fallimento ed interessi, si deve cambiare

La raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta si sta dimostrando  in molte località che l’hanno adottata, un vero e proprio fallimento organizzativo.

La sostituzione dei cassonetti,  con la raccolta porta a porta ha imposto una riorganizzazione dei condomini, e anche dei singoli, con un aumento dei costi di gestione e organizzazione. (Creare spazi dove mettere i cassonetti differenziati nei colori, asseconda del materiale di raccolta, nei diversi giorni di raccolta, Personale per la gestione e manutenzione e pulizia dei cassonetti).

Le strade sono libere da i Cassonetti, (belli grandi, magari talvolta maleodoranti, ma comunque di grossa capacità; distinti per colore asseconda del materiale da contenere), si sono riempite di immondizia lasciata in ogni posto dalla gente incivile ma anche esasperata perché non sa dove gettare i pacchi. Infatti, in molte località, con la scomparsa dei cassonetti sono riapparsi i piccoli cestini lungo le strade. Questi sono totalmente inadeguati. Talune (la minoranza)  persone non si sono volute adeguare (perlopiù anziani o chi ne ha avuto grandissimi disagi) e così succede che questi personaggi gettano indiscriminatamente ogni rifiuto nei cestini pubblici creando dei veri e propri cumuli d’immondizia. Spesso lungo le strade, sui marciapiedi o nelle strade provinciali e statali sorgono dei veri e propri campi di raccolta rifiuti, creati da chi non sa dove gettare l’immondizia (dai soliti sozzoni). Nelle località in cui ho vissuto in prima persona tale sistema di raccolta dei rifiuti ci sono delle Aree di raccolta, appositamente disposte, dove poter portare anche nei giorni non corrispondenti alle differenti raccolte (carta/plastica/vetro/indifferenziato/umido) quanto presente in casa. Le aree (aperte però in orari non sempre comodi) prevedono vari spazi per gettare quanto accumulato in casa e anche per la raccolta dei rifiuti erbacei. Il punto però è, perché mi devo tenere in casa l’immondizia? Perché devo caricarmi in macchina l’immondizia per portarla nelle aree di raccolta? Ma le persone anziane come fanno? Gli appartamenti puzzano per la presenza dell’umido. Ma dove sta il vantaggio in termini ecologici, economici e di miglioramento della  qualità della vita. Si è voluto operare a Monte del processo, partendo dalle famiglie. (apro parentesi in tutti i sensi: se si producessero meno imballaggi di polistirolo, meno buste in plastica, meno scatolame già si ridurrebbe tanto scarto – ma pure qui gli interessi dei pochi vincono su benefici ecologici e della comunità). Tornando ala processo di smaltimento, è stato imposto un diktat (non condivisibile) Niente cassonetti. L’immondizia è ora ovunque, nelle strade, nei vicoli, sulle spiagge (animali: topi, gabbiani, gatti, fanno scempio spargendola ovunque), nelle campagne, nelle sterpaglie invisibili.

C’è una mancanza di cultura è vero. Ma è vero anche che il sistema approntato non funziona. E’ un dato di fatto.

Le cause sono molteplici. Oltre alle singole persone, c’è anche un sistema di raccolta che prevede giorni insufficienti e un sistema di pulizia delle strade approssimativo. A ridosso degli spazi dove stanzia la gente devono assolutamente essere riposizionati dei sistemi capienti di raccolta. (In Sardegna, ad esempio nelle spiagge della Costa Smeralda si sono riposizionati i cassonetti). Nelle località balneari dove l’estate e nei week end la presenza triplica è impensabile non prevedere sistemi di raccolta maggiori e un passaggio degli operatori ecologici più intenso.

Il problema potrebbe essere la ditta Appaltatrice? Si ma anche no. Dipende dagli accordi presi con i singoli comuni. D’altronde le società si muovono secondo un contratto. Se il contratto è fatto male, il sistema non funziona. Sono società private per cui puntano al guadagno.

I punti di raccolta dovrebbero essere aperti per maggiore tempo? Si, ma anche no, se si prevedesse un sistema self service videosorvegliato 24h, funziona per le sigarette e i bancomat, potrebbe funzionare per la immondizia.

Alternative: Tantissime: Cassonetti (ovviamente) se si vogliono spendere più soldi (eviterei) Cassonetti interrati con compattatori (per i comuni ricchi) con apertura con una apposita “key” che riconosce ci getta cosa.

Si deve Cambiare. Come si può cambiare?

La raccolta differenziata si può fare (si deve) anche con il ripristino dei cassonetti. Sicuramente il problema in parte si risolverebbe. Si deve imporre ai cittadini un sistema intelligente, una “cultura dell’immondizia” differenziando e controllando il rispetto. Le aree di raccolta potrebbero rimanere per la raccolta dei grandi oggetti e per i rifiuti erbacei.

I Comuni dovrebbero ridefinire tutto il processo di raccolta. Diminuire la produzione di immondizia pro-capite è possibile e anche richiesto da una direttiva UE. La raccolta non deve più avvenire con un sistema lineare che prevede raccolta-smaltimento (non entro nel merito di come viene poi smaltita la raccolta differenziata, mi documenterò prima di scrivere, riporto per ora voci circolanti nell’ambiente, che insinuano che in taluni comuni,  non esista proprio). È indispensabile  localizzare e trovare aree dove rendere taluni rifiuti risorse. Perché dobbiamo sentire notizie che parlano di treni pieni di immondizia che vanno all’estero (e li paghiamo – 95 milioni di euro in 4 anni -per far questo) e loro da tale immondizia ricavano energia. E’ assurdo.

L’immondizia divisa può essere fonte di nuova produzione. La plastica e il vetro, lo sappiamo tutti si riciclano, così come la carta. L’umido può avere diverse destinazioni, con processi ormai noti a tutti, dal Biogas, compost con concimi e fertilizzanti. Ci potrebbero essere nuove opportunità da sfruttare anche per la valorizzazione del territorio. Operare nei rifiuti può essere una risorsa. (recupero di energia, meno rifiuti in discarica o dispersi nell’ambiente, meno metano disperso nell’atmosfera, minore inquinamento per l’utilizzo di compost al posto dei fertilizzanti chimici, miglioramento dei suoli agricoli grazie alle sostanze organiche apportate con il compost.

I costi:  Non vi è zona dove si applichi la raccolta differenziata porta a porta che non lamenti un notevole aumento delle tariffe. Se la cosa avesse un senso pratico, per il recupero ambientale e lasciare, idealmente, un mondo migliore ai nostri figli lo potrei accettare.  Oggi si è di fronte però ad un aumento anche – in taluni luoghi di più del 50%/70%, della tassa,  ma i risultati sono pessimi. L’affidamento a società private “specializzate” ha incrementato notevolmente i costi per tutti i comuni. Ci vuole maggiore controllo dei cittadini e richieste più definite.

Un progetto nuovo si può fare, ma deve contenere tutti i processi di raccolta fino allo smaltimento e i benefici devono essere anche economici. Migliorare l’ambiente si può fare, ma se il prezzo è alto e il disservizio tangibile e costante non verrà seguito dalla popolazione. Se (sempre all’estero, un esempio, “mi porti 10 vuoti di coca-cola, te ne regalo una piena”) è un concetto che va applicato per tutto ciò che riguarda lo smaltimento. Se io porto i vuoti vetro, la plastica, la carta e queste cose sono risorse per le varie società, il mio costo deve diminuire e non aumentare. Chi smaltisce i rifiuti le porta alle società, tolti i costi di smaltimento, il resto deve essere un bonus per la comunità.

Concludo: Ridateci i cassonetti, ridefinite il sistema di raccolta smaltimento, datene ampia conoscenza alla popolazione, inasprite le sanzioni per chi non rispetta la differenziata, date maggiore trasparenza al sistema di riciclo, comunicate con le persone e mettetele in condizione di supportare l’azione di mantenimento dell’igiene del territorio e la gente vi seguirà

Ahimè però ad oggi vedo solo il solito modo di operare e non per i cittadini.

 

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