Quando scade una bottiglia di spumante?

Qualche sera fa, in una pizzeria romana di una catena molto conosciuta, abbiamo preso una bottiglia di prosecco piccola. Ci arriva uno spumante del 2019 biologico. Sapore di vino ormai acetato, ma a dire del proprietario del ristorante è il suo sapore reale, non piace a molti clienti ma è così. Lo rimandiamo comunque indietro, era imbevibile e ci rimane il dubbio. Quando scade e come riconoscere un prosecco “andato a male”? Nel prossimo articolo spiegheremo anche la differenza tra prosecco e spumante (altro errore del cameriere… chiediamo prosecco, arriva spumante).

Vediamo in generale quando scade un vino partendo dal presupposto che è poco probabile riuscire a stabilire la data di scadenza esatta di un vino. Difficilmente troveremo sulla bottiglia la data di scadenza, mentre è sempre riportata la data di imbottigliamento, o quanto meno l’annata. Secondo alcuni dati possiamo però fare una previsione per stabilire entro quando è meglio consumare  il vino.

In condizioni ottimali una bottiglia di spumante, senza modifiche di temperature e luce, subirà più lentamente una possibile trasformazione.

Il produttore dello spumante garantisce il tempo massimo entro il quale la bottiglia di spumante non avrà alterazioni di gusto. Vediamo qual è questo tempo in base al tipo di prodotto che avete tra le mani, conservato chissà da quanto tempo in attesa dell’occasione speciale.

Lo spumante può essere prodotto con metodo classico o Charmat. Con il metodo classico bisogna tenere in considerazione la data di sboccatura (processo per eliminare il lievito residuo di fermentazione). Da questa data dovremo consumare lo spumante entro massimo 1 anno – quindi se il nostro prosecco è stato realizzato con questo metodo è sicuramente più che passato essendo trascorsi 3 anni. Alcuni produttori consigliano l’apertura entro i due anni (anche in questo caso, passato).

Se lo spumante viene realizzato con il metodo Charmat si consiglia il consumo entro 1-2 anni al massimo dalla data di imbottigliamento.

Perchè si dice 1 o due anni? Da cosa dipende? La scadenza varia anche dal tipo di spumante che sia dolce o brut. Il dolce infatti va consumato prima, entro un anno, mentre il brut “Regge meglio” arrivando intatto a due anni.

Ovviamente un vino ben conservato manterrà al meglio le sue caratteristiche e i suoi sentori: temperatura, luce ed umidità sono basilari nella conservazione del prosecco. Attenzione quindi ad alcuni parametri:

Il tappo della bottiglia deve restare sempre umido così da non far entrare aria. La posizione ideale è quindi sul lato orizzontalmente. Possiamo tenerla verticale ma per pochi mesi.

Sulla temperatura sicuramente siamo tutti più scadenti, perché andrebbero conservate intorno agli 11 gradi, mentre quasi tutti teniamo le bottiglie in cucina dove le temperature sono molto più alte, e su altri elettrodomestici. Attenzione al frigorifero che ha freddo dentro e caldo intorno! Ogni produttore può consigliare la giusta temperatura sull’etichetta. Errore anche quello di tenere la bottiglia conservata in frigorifero o ancora peggio in congelatore poichè il tappo secco favorisce l’ossidazione dello spumante.

Luce? No grazie, meglio un ambiente buio e lontano da fonti luminose. Le migliori bottiglie sono infatti quelle scure che evitano o quanto meno diminuiscono il contatto con i raggi solari.

Se siete veri amanti del prosecco, procuratevi una cantinetta in assenza della classica cantina luogo ideale per la conservazione del vino.

Poichè comunque alla fine dei giochi la scadenza di un prosecco non è certa, concludiamo consigliandovi di non accumulare bottiglie su bottiglie e di fare ogni momento quello buono per festeggiare con la vostra bottiglia acquistata per le occasioni speciali. Eviterete di buttare soldi e di degustare un prodotto al meglio del suo sapore e anche di non fare figuracce con eventuali ospiti che dovranno assaggiare con voi un vino ormai andato a male!

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