POS obbligatorio: Consiglio di Stato blocca le sanzioni fino a €30 per chi non accetta pagamenti digitali

L’evasione fiscale è senza dubbio una delle piaghe del nostro paese che per molto tempo ha continuato a proliferare creando un danno non indifferente che si traduce in miliardi di euro di tasse non pagate da milioni di persone. Si parla spesso di lotta all’evasione fiscale ed è innegabile come negli ultimi anni siano stati molteplici i provvedimenti pensati per migliorare i controlli e ridurre questo fenomeno che inevitabilmente danneggia anche chi, le tasse, le paga fino all’ultimo centesimo.

Tra le novità annunciate lo scorso anno rientrava anche l’applicazione di una norma che prevedeva l’obbligo per commercianti e professionisti di accettare i pagamenti tramite carta di credito o debito grazie ai dispositivi POS (Point of Sale). Alla base del provvedimento l’applicazione di una sanzione che poteva raggiungere i €30 per chi sceglieva di non accettare pagamenti digitali. Ebbene, in questi giorni il Consiglio di Stato ha bocciato quel provvedimento, bloccando quindi le sanzioni previste per chi non accetta pagamenti attraverso i POS.

La decisione del Consiglio di Stato è arrivata il 1° giugno e, di fatto, blocca le sanzioni previste dal provvedimento. Tutto nasce dal decreto inserito nella Legge di Stabilità 2016 che prevedeva l’obbligo per chi vende prodotti o presta servizi di dotarsi di un dispositivo POS, riducendo a €5 l’importo minimo per i pagamenti digitali. Il problema è che il decreto in questione non aveva applicato alcuna sanzione per chi sceglieva di non adeguarsi.

E’ qui, tuttavia, che è sorto il problema. In assenza di sanzioni nella norma primaria, si è scelto di adattare una norma già esistenti, nello specifico l’articolo 693 del Codice Penale, che prevede una sanzione amministrativa di €30 per chi rifiuta pagamenti effettuati attraverso moneta con corso legale.

In questo caso, quindi, il Consiglio di Stato ha deciso di bocciare il provvedimento perché “non condivisibile sotto il versante strettamente giuridico”, in quanto la lotta all’evasione e al riciclaggio deve rispettare i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico. In questo caso è presente una violazione del principio in base al quale ogni sanzione deve essere imposta in base alla legge. La soluzione, secondo il Consiglio di Stato, deve essere trovata all’interno dell’ordinamento giuridico che disciplina le attività commerciali e professionali.

Adesso toccherà quindi al nuovo governo trovare una soluzione che consenta di applicare sanzioni a chi si rifiuta di accettare pagamenti con i POS, considerando che nel nostro paese sono 2.5 milioni i dispositivi attivi per accettare pagamenti con carte di credito o debito (più di Regno Unito, Francia e Spagna). Ma il problema è che vengono usati poco, come dimostrano i dati Bankitalia che confermano appena 1373 operazioni registrate per ogni dispositivo, evidenziando ancora una volta come gli italiani continuano a preferire i contanti.

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