Pink: la nuova droga sintetica arriva in Italia. Prima vittima a Torino

Il consumo di droghe continua ad essere un fenomeno molto diffuso in tutto il mondo, dalle droghe leggere a quelle più forti che mettono a rischio la vita delle persone che decidono di assumerle. Purtroppo in questo contesto già piuttosto ampio da diversi anni a questa parte continuano a trovare terreno fertile nuove tipologie di sostanze come le droghe sintetiche, che oltre ad essere potenzialmente più pericolose risultano più facilmente accessibili a causa dei costi ridotti.

Avviene spesso che determinati tipi di droghe iniziano a diffondersi in alcuni paesi del mondo per poi diffondersi a macchia d’olio nel resto del mondo ed è purtroppo ciò che sta avvenendo anche con una nuova droga sintetica particolarmente dannosa. Chiamata Pink, peril suo particolare colore rosa pallido, si tratta di un oppioide che ha raggiunto anche l’Italia e proprio nei mesi scorsi ha provocato la prima vittima a Torino.

Questa nuova droga si conferma molto pericolosa. Inizialmente la sua diffusione è stata registrata negli USA dove ha già provocato 46 morti, tra New York e North Carolina, ed è già stata inserita nella lista di droghe illegali non solo sul territorio statunitense, ma anche in Svezia e Finlandia. Come spesso avviene in questi casi, tuttavia, in Italia questa droga identificata con il nome U-47700 non è ancora considerata illegale, ma dopo aver raggiunto il nostro paese ha già provocato una vittima.

Si tratta di un uomo di 42 anni di Torino, sposato e con due figli di 10 e 12 anni. L’uomo era un informatico e proprio attraverso la rete aveva scoperto alcuni portali nei quali gli utenti scambiavano opinioni sugli effetti provocati dalle diverse sostanze. Dalle informazioni trapelate, il 42enne acquistata la U-47700 dal web, pagava in Bitcoin e la riceveva per posta attraverso raccomandate.

Ed è proprio dopo aver iniziato ad usare questa droga che sono cominciati i primi episodi preoccupanti. Stando ai racconti della moglie, l’uomo finiva per addormentarsi improvvisamente, anche a tavola, e una volta ha persino avuto un attacco epilettico che l’ha costretto ad un ricovero. Anche in quell’occasione gli episodi erano stati definiti solo attacchi di panico. La Procura di Torino ha aperto un’inchiesta che ha come intento non solo quello di scoprire la provenienza di questa droga ma anche perché la sostanza non sia stata riconosciuta dalle analisi.

Pochi giorni prima della morte, l’uomo che era seguito dal Sert (servizio tossicodipendenze), era stato sottoposto ad una serie di analisi per capire cosa stava accadendo, ma in quell’occasione non era stata rilevata alcuna sostanza conosciuta in sangue e urine.

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