Pedopornografia: 5 arresti e 30 denunce in tutta Italia

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Il web è considerato una delle innovazioni più importanti degli ultimi decenni, e se sono tanti i pregi che possono essere attribuiti alla rete, non mancano i lati oscuri che riguardano soprattutto l’uso di internet da parte di singole persone o vere e proprie organizzazioni criminali che si affidano all’anonimato del web con l’intento di perpetrare azioni criminali e attività illegali, e un drammatico esempio di ciò è dato dalla terribile piaga della pedopornografia.

Sono sempre di più, infatti, le persone che si affidano alla rete per condividere filmati pornografici che coinvolgono minori e in molti casi anche bambini, coinvolgendo migliaia di persone di tutte le età che realizzano questi filmati soprattutto a scopo di lucro alimentando un mercato nero dai risvolti agghiaccianti. Ed è proprio un’operazione condotta dalla procura di Firenze che in questi giorni ha portato in tutta Italia all’arresto di 5 persone e ad altre 30 denunce rivolte a persone accusate della diffusione di materiale pedopornografico.

La pedopornografia è una piaga che coinvolge persone di ogni nazionalità e che vede pedofili di ogni età ed estrazione sociale realizzare video terrificanti che coinvolgono bambini, spesso anche molto piccoli, dando vita ad un terribile mercato nero che si diffonde in tutto il mondo attraverso la rete e che costringe le autorità a lavorare con attenzione per poter identificare le persone coinvolte.

L’indagine condotta dalla procura di Firenze ha coinvolto un totale di 44 persone in Italia insieme ad altre 120 persone tra Europa, Stati Uniti e America Latina, accusate di scaricare materiale pedopornografico che coinvolgeva in molti casi anche bambini con un’età inferiore ai 10 anni. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità, nel corso delle 44 perquisizioni condotte in Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Toscana, Umbria, Puglia, Lazio e Sicilia, sono stati almeno 10.000 i filmati pedopornografici scoperti. Le persone coinvolte provenivano da ceti sociali diversi, con un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, ma sono stati coinvolti anche quattro pensionati.

L’indagine è stata avviata nel 2015 in seguito alla denuncia di un livornese che, mentre scaricava musica da un software di file sharing, si ritrovato sul pc un video pedopornografico. Alcuni dettagli terrificanti dell’indagine hanno portato alla scoperta di filmati particolarmente spaventosi che mostravano adulti fare sesso con bambini molto piccoli, anche di soli 5 anni, tutti girati presumibilmente all’estero. Adesso i dati raccolti serviranno anche all’Interpol per cercare di identificare i minori coinvolti e le persone straniere coinvolte, per impedire che possano ripetere azioni del genere.

La pedopornografia, purtroppo, è un problema molto presente anche in Italia, dove sono migliaia i siti costantemente sotto controllo da parte delle autorità, filmati che nella maggior parte dei casi vengono scaricati dalla rete da persone apparentemente normali, anche padri di famiglia, e l’uso della rete in particolare di server stranieri, rende complicata l’identificazione.

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