Nuove realtà sociali e nuove coppie: il Diritto al Riconoscimento e il Riconoscimento dei Diritti


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Quale possa essere l’individuazione nella contemporaneità sociale nelle Coppie di Fatto dei diritti e dei doveri, del riconoscimento allo Status di Famiglia e la tutela dell’essere comunque una entità sociale coronata da una unione in cui l’Amore fa da collante tra due o più esseri rientra tra le problematiche da molto tempo dibattute sia tra le persone comuni sia tra i banchi del Parlamento. In molti altri Stati della Ue e in tutto il Mondo, il tema è stato affrontato e ha avuto un naturale sviluppo, a volte semplicemente condivisibile, altre meno, ma comunque si è concretizzato in breve tempo. l’Italia ha un obbligo giuridico a intervenire sul tema sulla base di una sentenza della Corte di Strasburgo del 21/7/2015. Qui in Italia, complice la Lunga Mano della Chiesa, che influenza molto e troppo le decisioni Sociali non si riesce a dar forma a qualcosa, che aldilà delle proprie tendenze sessuali deve dare diritto a chi si ama di aver riconosciuto ciò che ora è legittimato solo ai Coniugi sposati regolarmente in Comune e/o Chiesa. Anche il Ministro della Giustizia, Orlando spinge perché venga al più presto legiferato in ordine alle unioni civili, le Convivenze e per questo da alcuni criticato – Il diritto a essere visti, di esistere. Due persone che condividono una vita assieme pur non essendo sposati, non possono ancora rivendicare neppure lo stare vicini in una stanza d’ospedale. Una persona che assiste l’altra per tutto un periodo di malattia non può presentarsi presso gli uffici amministrativi o sanitari perché non ha un documento che possa attestare il proprio Status. Una persona che rimane sola, perché l’altra deceduta non ha ancora diritto ad eredità ne pensione. Non c’è successione.

Questo vuoto Normativo c’è per tutte le unioni siano esse tra uomo e donna, tra uomo e uomo o tra donna e donna. Non c’è, per una volta discriminazione. C’è Assenza, Mancanza di Volontà, Paura, o ancora c’è la consapevolezza che aumenterebbero gli impegni Amministrativi, le beghe burocratiche, i costi sociali (che poi non è vero). Non si pensa più a quelle che dovrebbero essere le funzioni di Uno Stato: Salute, Giustizia, Istruzione, Sicurezza. In questi quattro principi fondamentali, che sono poi gli elementi base della nostra Costituzione l’unione e l’amore riconoscibile e condivisibile non può che essere elemento trainante di una Società che potrebbe portare ad una maggiore serenità sociale e ad operarsi maggiormente per uno Stato che convive con noi e riconosce il nostro modo di vivere.

Quando ci fu il riconoscimento dei figli nati all’interno di una coppia non sposata, pensavo, avevo sperato ad un primo passo verso la modernizzazione del diritto di Famiglia. Forse oggi c’è uno spiraglio, qualcosa che  possa realizzare dei sogni e dar seguito a una promessa, ad un impegno e ad una speranza.

MONICA CIRINNA'

MONICA CIRINNA’

Attualmente c’è un DDL  Cirinnà che potrebbe far chiarezza e tracciare una linea di demarcazione tra il vuoto normativo e l’inizio di una transizione necessaria. Il DDL Cirinnà denominato Bis per delle modifiche subite (per imposizioni da parte degli ostruzionisti cattolici) si occupa principalmente di due aspetti: le unioni Civili omosessuali per ciò che riguarda i diritti e doveri delle unioni civili omosessuali, che davanti ad un Ufficiali Civile dello Stato ne Ufficializza l’Unione.  Si affronta il discorso legato alla reversibilità della pensione e allo “stepchild adoption” ai  figli biologici.  Finalmente si parla di Archivio dello Stato Civile, al pari del Matrimonio e i doveri legati alla crescita dei figli naturali, anche in caso di elemento superstite della coppia.

Nel Capo Secondo  “della convivenza”  si parla invece, delle convivenze di fatto, siano esse etero che omosessuali, dove due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale (senza precedenti unioni in essere/parentela/o unioni di fatto precedenti). I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti. In caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari. C’è il diritto alla rappresentanza o delega per le proprie funzioni e /o interessi, per tutte le pratiche personali o della coppia, nonché il diritto a subentrare in contratti i cui interessi siano riconducibili a chi è momentaneamente impedito a seguirne le attività. In caso di Morte di uno, il superstite avrà diritto a restare nella abitazione e così anche gli eventuali figli. Viene disciplinata già anche la separazione che ripercorre più o meno quanto previsto per il matrimonio.

Insomma, se questo DDL riuscirà a trasformarsi in Legge dello Stato si dovranno ringraziare in buona parte, la Senatrice Monica Cirinnà e il Ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, che si sono battute a favore di alcuni riconoscimenti fondamentali per un Paese che voglia dirsi Civile e al passo con esigenze e necessità proprie di una Popolazione.

Molte sono le obiezioni sollevate da più parti del Parlamento, sia all’interno dello schieramento di cui fa parte la Cirinnà, ma anche all’opposizione  e liste amiche. La paura più grande è che si possa dar vita (padre naturale) al fenomeno degli uteri in affitto.

Insomma il cammino è ancora lungo. La Senatrice è pronta a defilarsi e non firmare una legge che venga stravolta ulteriormente. Staremo a vedere nei prossimi giorni.

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Monica Cirinnà:

https://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/00018499.htm

https://www.facebook.com/monicacirinna.it/

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