Nasce “Deenary”, il marketplace Halal

Esordisce in Italia, più precisamente a Bologna, la nuova piattaforma di acquisti online “Deenary.com”, riservata ai prodotti halal. Il termine “halal” indica tutto ciò che viene considerato lecito e permesso dalla legge islamica, dal comportamento all’alimentazione, passando per il vestiario e la comunicazione. Dunque, il debuttante sito web mette a disposizione degli utenti di credo islamico tutti i beni di cui necessitano in conformità coi dettami musulmani, il che non sarebbe altrimenti né facile né scontato, dati alcuni principi islamici in palese contrasto con la sensibilità e la mentalità occidentale.

Riguardo all’alimentazione, per fare solo un esempio, i credenti musulmani possono mangiare carne solo se quest’ultima sia contrassegnata dal certificato halal, un vero e proprio strumento di riconoscimento di conformità del cibo ai precetti religiosi. Il problema è che, al fine di ottenere questa certificazione, è necessario che il procedimento di macellazione segua un rituale particolare, il quale implica il non sedare o stordire l’animale prima del dissanguamento, causando pertanto atroci sofferenze al capo di bestiame e sollevando parecchie critiche provenienti dalle Organizzazioni volte alla tutela e alla protezione degli animali.

Ricordiamo comunque che l’Unione Europea, nel tanto complicato quanto essenziale compito di bilanciamento tra i principi immanenti degli Stati membri della Comunità e l’esigenza di integrazione delle persone di fede islamica che vivono stabilmente nel territorio europeo, ha optato per la concessione di alcune deroghe all’obbligo di sedazione preventiva al dissanguamento dell’animale, così da rendere legali, in specifiche e rigorose circostanze, le pratiche di macellazione islamica.Questa digressione giurisprudenziale può risultare necessaria, soprattutto in questi tempi in cui timore e sospetto per il diverso la fanno da padrone, per sottolineare come tutti i prodotti in circolazione sulla piattaforma di Deenary siano perfettamente in linea con le norme statali e sovranazionali.

L’idea del sito nasce da un’idea di Yassine Baradai, Segretario Nazionale dell’Unione delle comunità islamiche in Italia e cofondatore della Meem Communication, un’agenzia italiana di consulenza manageriale improntata al mercato del halal. L’obiettivo dei promotori di Deenary va tuttavia ben oltre i confini del territorio italiano, andando dunque a coinvolgere i consumatori musulmani sparsi per tutta Europa. Non è dunque difficile immaginare l’impatto che questo strumento potrebbe avere nel prossimo futuro sul mondo dell’e-commerce, seguendo la scia del successo conseguito dal colosso Amazon, del tutto simile a Deenary quanto a logica e metodo di funzionamento.

Yassine Baradai, ideatore di “Deenary”.

Durante un’intervista di presentazione e promozione di Deenary, Baradai affronta un tema di particolare rilevanza, che va a concernere la posizione sociale, e di conseguenza economica, assunta dagli uomini e dalle donne di fede musulmana nel contesto europeo. Infatti, alla domanda su come sia possibile coniugare al target di consumatori individuato l’elevato standard qualitativo promesso, dal momento che in Europa quasi sempre le persone musulmane ricoprono i ruoli più umili e che quindi, su larghi numeri, hanno sicuramente meno capacità di spesa rispetto ai cittadini europei, Baradai afferma di aver notato negli ultimi anni un’inversione di tendenza rispetto a questi dati, riscontrando un incremento di musulmani benestanti, soprattutto in Francia, Germania e Gran Bretagna e che, a prescindere da queste valutazioni, la maggior parte dei prodotti presenti sul circuito Deenary sarà accessibile a tutte le classi economico-sociali.

Aldilà di ogni considerazione ideologica che non può trovare spazio in questa sede, è innegabile come questa brillante idea contribuirà già nel breve termine allo sviluppo del già di per sé crescente mercato halal, andando con ogni probabilità ad attenuare le profonde differenze di stile di vita intercorrenti tra il mondo occidentale e quello islamico, garantendo pertanto, ovviamente in minima parte (le difficoltà restanti sarebbero comunque numerose e non di poco conto), un’agevolazione nel processo di integrazione dei musulmani in Europa.

 

 

 

 

 

 

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