Muore a 85 Marta Marzotto. Da grande amore di Guttuso a regina dei salotti

Marzotto_Guttuso

Un annuncio dolcissimo su twitter per salutare la sua nonna che non c’è più “Ciao nonita mia” da parte di Beatrice Borromeo. Così ai più arriva la notizia della scomparsa di Marta Marzotto che si è spenta a 85 anni nella clinica milanese La Madonnina dove si trovava ricoverata da qualche giorno. La ricorderemo per la sua arte presenza nel mondo della moda, partendo da modella fino a diventare una stilista di grido. Renato Guttuso la definiva come “il mio miele, il mio sangue, il mio respiro, il mio amore”. Una donna dalle umili origini, Marta Vacondio Marzotto, nata a Reggio Emilia il 24 febbario 1931 da un casellante delle ferrovie e una mondina. La sua storia nasce in una sartoria dove aveva intrapreso la carriera come apprendista sarta e poi grazie alla sua bellezza è diventata una modella di successo presso la sartoria delle sorelle Aguzzi, di Milano. Nell’ambiente dell’alta moda conosce il conte Umberto Marzotto, vicentino di Valdagno, comproprietario con altri fratelli dell’omonima industria tessile e dopo due anni di fidanzamento, il 18 dicembre 1954 si sposa. Dal matrimonio nascono 5 figli.

Alla fine degli anni sessanta diventa la figura femminile dominante per la vita e l’arte di Renato Guttuso in un rapporto che dura venti anni e finisce poi improvvisamente. Nel 2006 viene poi condannata in primo grado dal Tribunale di Varese a otto mesi di carcere col beneficio della condizionale e ad 800 euro di multa, perché responsabile di aver riprodotto nel 2000, senza averne titolo, alcune opere in suo possesso, tra cui diversi quadri che la ritraggono, oltre a 700 serigrafie del pittore Renato Guttuso, i cui diritti legalmente sarebbero spettati al figlio, ma nel 2011 le viene data ragione perché il fatto non costituisce reato. Nel 2000 viene nominata cittadina onoraria in segno di lotta alla camorra a Trentola Ducenta, Villa Literno, Santa Maria La Fossa, Lusciano, San Cipriano, Casal di Principe, Casapesenna, San Marcellino, Grazzanise, Castelvolturno, San Tammaro, Frignano, Casaluce, Villa di Briano e Casapulla.

Perde una delle sue figlie per malattie e in questa occasione aveva dichiarato “Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre”.

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