Microsoft, Facebook, Twitter e YouTube firmano il codice di condotta per combattere l’odio online in Europa

Linguaggio_odio_online

Piattaforme di condivisione come possono essere social network e portali dedicati alla pubblicazione di video e contenuti personali hanno di certo cambiato l’approccio che molte persone nel mondo hanno nei confronti della comunicazione, rendendo sempre più facile esprimere le proprie opinioni su ogni argomento o condividere momenti della propria vita, ma non mancano, purtroppo, i lati negativi che si traducono nella nascita del cosiddetto cyber-bullismo che in alcuni casi ha avuto effetti drammatici soprattutto sugli utenti più giovani o in generale il linguaggio di disprezzo e odio che spesso e volentieri si può leggere nei commenti pubblicati su queste piattaforme, da parte di persone pronte solo a insultare nascondendosi dietro l’anonimato offerto dalla rete.

Questo fenomeno sempre più dilagante necessita senza dubbio di provvedimenti che possano ridurne la diffusione, ed è con questo obiettivo in mente che la Commissione Europa ha coinvolto giganti del calibro di Facebook, Twitter, Microsoft e YouTube, attraverso un codice di condotta firmato da questi colossi tecnologici che ha come obiettivo principale quello di debellare il linguaggio di odio online.

E’ già da alcuni anni che l’Europa si interessa di questo fenomeno, ma indubbiamente i recenti attacchi terroristici in Francia e Bruxelles e l’ondata di migrazioni che ha generato la crescente diffusione di fenomeni di razzismo, purtroppo non solo online, necessita di una presa di posizione forte, che ha convinto quindi giganti come Microsoft, Facebook, YouTube e Twitter a firmare questo codice di condotta che, innanzitutto, vede le società impegnarsi ad analizzare attentamente, entro 24 ore, eventuali segnalazioni della presenza di messaggi che incitano all’odio e alla violenza, provvedendo a eliminarli e, se necessario, impedire l’accesso alle piattaforme online agli utenti che si renderanno responsabili di questi atti. In base al codice di condotta, infine, le aziende coinvolte si sono impegnate ad adottare delle misure di contro-narattiva per contrastare la propaganda di odio online.

Il codice di condotta consentirà quindi a questi colossi americani di  combattere il linguaggio d’odio che spesso si legge online, ma le stesse società si sono impegnate ad agire sempre nel rispetto della libertà di espressione. Ed è proprio quest’ultimo aspetto che preoccupa le organizzazioni European Digital Right e Access Now, che hanno rivelato, attraverso un comunicato ufficiale, di non essere state coinvolte nel processo di approvazione del codice di condotta, scegliendo quindi di affidare a delle aziende private statunitensi il controllo dei contenuti pubblicati online in Europa, creando un serio rischio per la libertà di espressione che, in futuro, potrebbe anche portare all’oscuramento di contenuti controversi ma, di fatto, non illegali.

Considerata la delicatezza della questione, è certo che si continuerà a parlarne, tra approfondimenti e ulteriori polemiche che potrebbero sorgere.

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