Leggins vietati in aereo. United Airlines vieta il volo a due adolescenti

E’ evidente come l’abbigliamento indossato dalle persone cambi costantemente a seconda dei periodi e delle mode imposte dalla società, ed è innegabile che in un periodo storico in cui gli indumenti particolarmente attillati vanno di moda, debba esistere la libertà per chiunque di indossare l’abbigliamento che più preferisce, una realtà apparentemente scontata ma che una nota compagnia aerea statunitense sembra non voler condividere, come dimostra una storia che negli ultimi giorni ha generato molte polemiche attirando numerose critiche.

Al centro delle polemiche è finita in questi giorni la United Airlines, una delle più importanti compagnie aeree statunitensi, dopo un episodio che ha visto due ragazzine che indossavano dei leggins, respinte al momento dell’imbarco proprio a causa del loro abbigliamento, considerato inappropriato. Una decisione, questa, che non ha mancato di attirare molte critiche che, tuttavia, la compagnia aerea ha deciso di rispedire al mittente, spiegando le motivazioni di questa decisione.

Partiamo dall’inizio. L’episodio si è verificato nel fine settimana scorso presso il Denver International Airport. Al momento dell’imbarco sull’aereo, un totale di cinque adolescenti che indossavano dei pantaloni attillati (leggins) sono state fermate dall’agente della United Airlines, che ha chiesto alle adolescenti di indossare qualcosa di più appropriato in quanto i loro indumenti violavano il codice di abbigliamento dell’azienda. Tre delle ragazze si sono adeguate alle richieste, mentre alle altre due, che non hanno fatto lo stesso, è stato vietato l’accesso sull’aereo.

Secondo quanto riferito dai testimoni presenti sul posto, all’imbarco è stata fermata anche una bambina di circa 10 anni che si trovava insieme alla famiglia e che, allo stesso modo, indossava dei leggins. La ragazzina ha dovuto indossare una gonna sopra i pantaloni per poter salire sull’aereo.

L’episodio ha generato molte polemiche che si sono abbattute su una decisione che in molti hanno definito esagerata e persino sessista, ma non si è fatta attendere la risposta della United Airlines, che ha invece motivato questa decisione. Secondo quanto riferito dalla compagnia aerea, il cosiddetto “dress code” si applica ai “pass riders”, quei clienti che usufruiscono di voli gratuito o particolarmente scontati grazie ad amici o parenti che lavorano per la United Airlines. Questa categoria di passeggeri, durante il volo, rappresenta la United Airlines e per questo deve attenersi ad un codice di abbigliamento che impedisce di indossare un abbigliamento inadeguato come appunto leggins o in generale indumenti troppo attillati o che mostrano la biancheria intima, e ancora infradito, indumenti strappati o che mostrino immagini offensive o inappropriate.

Per tutti i passeggeri della United Airlines che, invece, pagano un regolare biglietto, non sono imposti obblighi legati all’abbigliamento.

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