L’80% dei giovani preferisce acquistare capi d’abbigliamento sostenibili

La moda circolare riguarda vestiti e accessori d’abbigliamento progettati per circolare e durare il più a lungo possibile, in un’ottica di sostenibilità ambientale: per rendere minimo l’impatto dei capi sull’ambiente la migliore opzione è quella di utilizzare molto un capo prima di buttarlo via. I giovani appaiono i più sensibili rispetto a questo tema: secondo le statistiche riportate da Shelton Group il 45% dei giovani italiani preferisce acquistare da brand sostenibili, mentre secondo un’ulteriore ricerca circa l’80% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni nel mondo predilige capi d’abbigliamento sostenibili. Nell’ultimo anno, secondo Lyst, sono cresciute in modo esponenziale le ricerche relative a “pelle vegana”, come quelle su “cotone biologico”, aumentate del 23%. Un chiaro segnale che l’attenzione per la moda ecosostenibile sta aumentando. La moda socialmente responsabile fortunatamente è in continua evoluzione: se un tempo si pensava a questi capi come vestiti realizzati solo in cotone o comunque estremamente semplici, oggi la moda sostenibile è adottata da migliaia di negozi. I grandi brand stanno riprogettando le produzioni e ideando nuove collezioni verso un’ottica green.

I capi d’abbigliamento causano un inquinamento notevole, dal momento della loro produzione fino all’eliminazione: basti pensare che il settore della moda si colloca al secondo posto per emissioni inquinanti a livello mondiale, ed è responsabile dell’utilizzo del 20% delle risorse idriche. Soltanto per fabbricare una maglietta è necessario impiegare 2500 litri di acqua e per un paio di jeans 10 mila litri. Inoltre, durante il processo di produzione vengono impiegati coloranti e fibre estratte dalla plastica, che ad ogni lavaggio si disperdono nelle acque, causando un elevato tasso di inquinamento nei fiumi, laghi e oceani.

L’industria della moda sta rispondendo attivamente a questa crisi ambientale, adottando materiali riciclati che necessitano un minor impiego di energia e acqua. Molti brand, come la Nike, hanno lanciato progetti ecosostenibili con obiettivi da raggiungere entro il 2025 in termini di salvaguardia ambientale, come ad esempio il recupero di scarpe difettose o poco utilizzate. Per fare un altro esempio, la Timberland, uno dei migliori brand ecosostenibili, ha ideato prodotti realizzati con cotone organico oppure con poliestere riciclato, ottenuto dallo smaltimento delle bottiglie di plastica. Philippe Model, invece, ha lanciato una calzatura realizzata con fibre di mais.

 

 

 

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