Itaca di Kavafis vuole insegnarci qualcosa sulla vita

La nostra vita sembra essersi fermata, ma in realtà non è così. Tutti noi siamo sempre in perenne attesa di qualcosa per cui abbiamo lavorato, in cui abbiamo sperato.

La nostra vita è un continuo viaggio verso una meta che ci prefissiamo ogni giorno con dedizione, ed anche oggi che sembra sia tutto fermo, in realtà stiamo continuando a camminare verso quella meta.

Ma cosa conta di più? Il viaggio o la destinazione?

Rispondendo con una famosa citazione “It is all about the journey, not the destination”, che tradotto vuol dire “è tutto nel viaggio, non nella destinazione”, ma siamo veramente sicuri sia così? veramente possiamo affermare che la faticosa salita sia più bella del panorama che si vede una volta giunti sulla cima?

Kostantinos Kavafis non ha dubbi, il viaggio è esso stesso la meta, ed ha deciso di svelare il suo pensiero in una delle poesie più belle mai scritte, Itaca.

La scelta del titolo da parte del poeta greco non è casuale, Itaca è l’isola greca narrata da Omero nell’Odissea, ed in cui Ulisse tenta di ritornare affrontando numerose peripezie: i Ciclopi, i Lestrigoni, la Maga Circe, le Sirene e molti altri.

Itaca assume, così, per Kavafis le sembianze di una meta universale, in cui tutti ci prefissiamo di giungere, e non importa se durante il cammino commetteremo errori o inciamperemo, ciò che veramente conta è farci guidare da un sentimento forte. Non importa se il viaggio sarà troppo lungo, anzi, dobbiamo augurarci proprio questo, più il viaggio sarà lungo e più riusciremo a cogliere le mille sfaccettature della vita.

E cosa accade se una volta giunti a destinazione essa ci delude? Certamente è una domanda ricorrente in chiunque si stia trovando metaforicamente nei panni di Ulisse, e la risposta Kavafis ce la dà alla fine:

 “E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.”

Itaca di Kavafis non è solo una poesia, è molto di più, è un inno alla perseveranza e alla resilienza dalle quali dovremmo farci guidare quotidianamente, oggi più che mai.

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; piu’ profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

 

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