I pesci d’aprile più divertenti del 2015

pesce d'aprilePuntuali come ogni anno, anche nel 2015 sono arrivati i “pesci d’aprile”. Dalle dimissioni di Renzi al risveglio dei draghi, dall’uscita della Grecia dall’euro al singolo inciso da Ligabue e Vasco Rossi: sono tante le burle circolate sui media nella giornata di mercoledì 1° aprile.

Dalle frequenze di Radio Padania, il conduttore Sammy Verin, ha aperto la rubrica “Padania Sveglia” alle 6 del mattino con la falsa notizia delle dimissioni di Renzi, che avrebbe dichiarato: “Getto la spugna, umiliato da Salvini”. Ma già la prima ascoltatrice che è intervenuta in diretta ha commentato: “pesce d’aprile, magari fosse vero. Buona Padania a tutti”.

Anche il sito web del quotidiano torinese La Stampa non si è sottratto dagli scherzi ai propri utenti, pubblicando ben due notizie inventate: la prima ha riguardato la vendita della catena di fast food M** Bun ad un gruppo cinese; l’altra, invece, una proposta di legge di un’associazione di genitori di vietare alcuni concerti ai minori di 14 anni.

Se Radio Padania aveva scelto la politica, il pesce d’aprile di Radio Number One è stato dedicato agli appassionati di musica: l’emittente radiofonica ha diffuso una falsa notizia su Ligabue e Vasco Rossi che avrebbero registrato insieme un singolo. Curioso il nome della casa discografica: la “Fish Records”.

Un documento ritrovato nell’antica biblioteca Bodleiana di Oxford sarebbe alla base di un pericolo legato ai cambiamenti climatici: questi ultimi, infatti, porterebbero con loro il rischio che si risveglino dei draghi. Questo è l’allarme, inventato, lanciato per l’occasione dalla rivista scientifica Nature.

Il sito Greekreporter ha pubblicato la bufala della scelta (non) annunciata dal ministro delle finanze greche Yanis Varoufakis dell’abbandono dell’euro da parte di Atene in favore dell’adozione del Bitcoin. Augurando un buon primo aprile a tutti, lo stesso ministro ha postato su Twitter il link alla notizia falsa.

L’Italia è invece stata protagonista delle pagine del giornale inglese Telegraph, che ha burlato i lettori con un articolo a firma di Oliver Smith in cui si parla della presunta possibilità che la Torre di Pisa diventi un hotel di lusso. “3,99 gradi” il nome della struttura, che rifletterebbe l’angolo di inclinazione della Torre. I prezzi? 20mila euro a notte per una camera standard, 50mila per la suite Galileo, situata all’ultimo piano. Per fortuna è solo un pesce d’aprile. Uno dei tanti.

(Fonte dell’immagine: Vittorio Pandolfi)

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