La frenesia del Natale arriva sempre un pò prima, con gli addobbi ridondanti, i tormentoni che riecheggiano in ogni dove e la corsa all’acquisto perfetto. Ma tra le corse contro il tempo sempre più striminzito, le liste da spuntare, arriva l’ultimo rush finale, la settimana che precede i giorni di festa, quelli in cui tutto si placa. Un passaggio sottile che ci accompagna dalle vetrine illuminate al silenzio caldo di casa, al momento in cui ci si può ritrovare tra le luci dell’albero, una tazza di tè alla cannella e il tempo torna finalmente nostro. È lì, in quell’atmosfera sospesa, che il Natale ritrova la sua calma e il regalo perfetto può essere anche il più semplice: fermarsi, respirare e concedersi il lusso di un buon libro tra le mani. Come dice Franco Arminio in “La grazia della fragilità” : Scrivere è difficilissimo, in molti c’è solo il dire, ma dire non è scrivere, dire e ribadire sono gesti per trovare potere…. scrivere è un gesto più antico… viene dalle ossa… un punto in cui visibile e invisibile si corteggiano senza capirsi.
Ed è proprio questo gesto che va còlto e abbracciato nel momento in cui apriamo un libro, lasciando che le parole non ci parlino addosso, ma ci attraversino. Un momento in cui leggere diventa una sospensione del rumore, un tempo riconquistato alla fretta, un gesto intimo che ci restituisce presenza e lucidità da regalarsi proprio a Natale.
I libri che seguono nascono per questo, per fermare il mondo in qualche pagina, allargare lo sguardo su qualcosa che magari non si conosceva o dettagli da conoscere meglio. Regalare e regalarsi qualcosa di prezioso come le emozioni che arriveranno leggendo una frase, un ricordo che non accarezzavate da tempo, un nuovo modo di percepire la realtà che solo grazie ai libri non sparirà scrollando le pagine.
THE BEST ITALIAN BREAKFAST in hotels and charming houses di Lucrezia Margotti e Stefania Petruzzelli – Maretti Editore Acquistalo qui
Se la cucina italiana è stata riconosciuta recentemente Patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO lo si deve soprattutto alle tradizioni, ai produttori, agli artigiani del gusto e a ogni singola persona che ha saputo rappresentare al meglio la tavola italiana. Un cammino che nasce dalla conoscenza del territorio e dalla sua valorizzazione, attraverso la scelta consapevole delle materie prime in ogni stagione. È lo stesso percorso intrapreso da Lucrezia Margotti e Stefania Petruzzelli, che in questo libro offrono un’elegante e curata fotografia di un momento magico come la colazione in hotel. The Best Italian Breakfast nasce proprio da questa consapevolezza: raccontare il primo pasto della giornata come espressione profonda del nostro saper fare, dove ingredienti, territori e accoglienza si intrecciano dando vita a esperienze uniche. Un viaggio attraverso l’Italia che, dalla tavola del mattino, celebra cultura, gusto e quell’arte dell’ospitalità che il mondo ci riconosce. Con la prefazione di Massimo Bottura e l’introduzione di Luigi Cremona è il perfetto regalo per anticipare quello che può essere un percorso indimenticabile tra le strutture italiane con uno sguardo internazionale tra l’alternarsi dei sapori inconfondibili della nostra penisola.
PIZZA (RE) CONNECTION di Giusy Ferraina – Dario Flaccovio Editore Acquistalo qui
Visioni futuristiche e strategie innovative per pizzaioli ultramoderni.
L’autrice essendo da anni parte attiva di un mondo che si è sviluppato molto velocemente negli ultimi anni ha pensato proprio a qualcosa che mancava. Un libro non sugli impasti o sulle origini della pizza, ma su ciò che oggi la rende davvero viva e competitiva: il suo rapporto con il mercato, con le persone, con il tempo che stiamo vivendo. Pizza (Re)connection di Giusy Ferraina nasce proprio da questa assenza e la trasforma in opportunità, offrendo uno sguardo lucido e contemporaneo su un mondo che sta migliorando molto, ma può avere margine per migliorare. Giusy Ferraina ribalta il punto di vista tradizionale, ma suggerendo sempre di avere uno sguardo saldo sulle ricette regionali, un ritorno al prodotto locale e di stagione, a fornitori di qualità e parlare soprattutto anche di “pizza del territorio”. Educare il cliente/lettore alla stagionalità (un grande sprint c’è verso il vegetale), accompagnandolo dentro una nuova consapevolezza: il pizzaiolo moderno è molto più di un artigiano, è un imprenditore culturale, un comunicatore, un interprete del cambiamento. Tra analisi, scenari futuri e strategie concrete, il libro diventa una guida preziosa per chi vuole trasformare la pizzeria in un progetto solido, riconoscibile e capace di confrontarsi con il pubblico di oggi.
Consigliato a chi lavora nel mondo della pizza, ma anche a chi ama osservare come un prodotto simbolo della nostra cultura possa evolversi senza perdere anima. Un libro da acquistare e leggere per riconnettersi con il presente e immaginare, con lucidità, il futuro della pizza.
ERMIONE. VITE & VITE di Elvia Gregorace – Trenta Editore Acquistalo qui
Una donna colta e moderna che parla attraverso lo sguardo e la storia di Ermione, figura laterale e spesso dimenticata del mito, qui restituita a una centralità potente. Elvia Gregorace dà voce a un’opera contemporanea che utilizza la mitologia come uno strumento attuale, vivo e capace di aderire perfettamente al presente. Ermione potrebbe essere Giulia, Anna, Federica o Sharon, una figlia che osserva, analizza e racconta una vita segnata dall’abbandono e dalle fratture familiari. Una cronista trasversale capace di guardare la propria storia come riflesso delle ferite contemporanee, in un mondo dove la violenza, abuso e indifferenza assumono forme nuove, ma radici antiche. Leggerlo è regalarsi la consapevolezza di capire che il classico non è poi così distante, ma costantemente presente. Un libro profondamente femminile che concede la parola a donne come Ermione ( ma potremmo essere ognuna di noi) forti e fragili, che pagano il prezzo della propria complessità, espiando colpe che non appartengono, ma cercano di utilizzare la cultura come atto di resistenza.
GUIDA SENTIMENTALE DI NAPOLI di Gennaro Di Micco – The Wall Edizioni Acquistalo qui
Sentimento e Napoli sono due parole che vanno perfettamente a braccetto e Gennaro Di Micco (napoletano DOP) divulgatore da tempo della filosofia parnenopea con la sua pagina “Chiedi a un napoletano “ ha voluto regalarci proprio a Natale quella che non è una una guida convenzionale, una guida turistica classica che si sfoglia alla ricerca del punto dove mangiare meglio o dove scattare il selfie più instagrammabile. Ha voluto aprirci al suo modo di vedere, ma soprattutto di vivere Napoli, come un local che racconta perché quei vicoli sono così intrisi di magia che ti trasporta in un tempo lontano, perché quel portafortuna ha così valore in ogni sua forma. Storie e prospettive multiple raccolte in anni di lavoro, di vita vissuta, una dichiarazione d’amore che ogni persona dovrebbe fare alla città che ama, rendendola protagonista di ogni emozione trasmessa e ricambiando ogni sguardo pieno di sentimento accolto.
Perche leggerlo? Lo scoprirete pagina dopo pagina e vi innamorerete di Napoli ancora di più.
IL LATO B di Paolo Gresta – Arcana Edizioni Acquistalo qui
Da comparse a superstar: la storia di B-Side, scarti e outtake diventati leggenda
Il lato B è per i più curiosi, per chi va oltre, per chi non si ferma solo all’ inizio, ma vuole approfondire… racchiudendo poeticamente quello che è un libro scritto da Paolo Gresta giornalista e direttore di The Parallel Vision, che ci regala la sua perfetta visione del mondo della musica e da preciso osservatore ci fa entrare nella sua prospettiva di racconto in un settore che ha anche protagonisti di storie che non chiedono il centro della scena, ma riescono anche a prenderselo da sole.
L’ autore sceglie di raccontare le canzoni che non dovevano essere protagoniste, che occupano il retro dei vinili, il lato B, pensate come semplici accompagnamenti, ma che sono capaci di ribaltare marketing e previsioni dei discografici, scavalcare quello che è il prevedibile e trovare la propria strada ( e la gloria) attraverso il passaparola e l’ascolto emotivo. Il libro trova la forza di restituire dignità narrativa a ciò che è stato sottovalutato, ignorato e persino bocciato. Paolo Gresta parla agli addetti ai lavori e a chi semplicemente ama la musica e le sue storie laterali.
Da leggere con le cuffie e pronti a far ribaltare il punto di vista, pensando che a volte è proprio ciò che nasce in sordina che lascia il segno più profondo.
OGNI COSA AVEVA UN COLORE di Federico Pace – Einaudi Collana Super et Opera Viva Acquistalo qui
Federico Pace nel suo ultimo libro racconta una storia vera. Un percorso di vita che inizia dalla foto sulla copertina, uno sguardo di un bambino che apre un varco nella memoria dell’autore. La fotografia di uno sconosciuto che dona la volontà e la forza di raccontare la storia di Momia, il piccolo Domenico Pace, padre di Federico, recentemente scomparso. Il lutto della perdita rende ogni dettaglio più fragile, ma da qui nasce la necessità di sapere, di scrivere. Così Federico Pace inizia una ricerca che prende forma intrecciando due linee narrative che si seguono e si illuminano a vicenda.
Da un lato l’indagine sull’identità del bambino ritratto, segnata da cicatrici che rimandano a una ferita antica; dall’altro la ricostruzione della vita di Domenico Pace, la cui esistenza è stata segnata in modo irreversibile da un’esplosione avvenuta durante l’infanzia. Un gioco finito troppo presto, una mina nascosta in un campo, la perdita della vista insieme alla sorella: da lì inizia una vita che sarà una continua prova di resistenza.
Federico Pace racconta il padre senza retorica, restituendone la forza silenziosa e la determinazione ostinata. Gli studi di giurisprudenza, la costruzione di una famiglia, le difficoltà quotidiane mai esibite ma costantemente presenti. La narrazione procede per frammenti, per avvicinamenti successivi, come se l’autore dovesse prima imparare a guardare e conoscere meglio quel padre, ora che non c’è più.
Il cuore del libro sta proprio in questo movimento di riavvicinamento: il giovane Domenico che prende forma attraverso il racconto e il giovane Federico che, attraversando il dolore, riesce finalmente a incontrarlo da uomo a uomo. La fotografia diventa così un ponte, un luogo simbolico in cui le cicatrici del corpo e quelle della memoria si riconoscono.
È un libro intimo e necessario, in cui la scrittura diventa atto di riconciliazione. Federico Pace riesce, pagina dopo pagina, a trasformare la perdita in racconto e il racconto in presenza. Presenza che continua a vivere in ogni gestualità, piccoli frammenti di rituali quotidiani che anche inconsapevolmente continueremo a portare con noi, sempre.
Buona lettura!

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