Giorgio Armani, rigore, onestà e rispetto

 

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Giorgio Armani: Perché un Gay dovrebbe nascondersi dietro un atteggiamento non propriamente maschile? “Un gay è uomo al 100%. Non deve vestirsi da omosessuale”. Non c’è un vestiario per Eterosessuali e un vestirsi da Omosessuale. Ci sono tantissime sfumature nelle inclinazioni personali in ordine al sesso. L’essere Gay non vuol dire sentirsi diverso. Si è uomini anche se si è attratti da un altro uomo.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che ne si deve giudicare una persona per il proprio abbigliamento, ne si possono avere pregiudizi in merito a come le persone vestono, ne ovviamente, per il loro modo di condurre la propria vita in ordine al propri costumi. L’estremizzazioni comunque scuotono  il noto Stilista che se ne dissocia. L’esibizionismo non appartiene al suo mondo.

Così Giorgio Armani in un’intervista rilasciata al Sunday Times su tante tematiche: sulla eccessiva cura del corpo, che è diventata nel tempo una tendenza anche dell’universo maschile. “L’eccesso snatura il fisico e la mente”. A suo avviso, ragazzi troppo muscolosi non rappresentano il bello maschile. Armani preferisce, quale figura che rappresenti l’uomo, “chi è in salute, tonico, chi si cura, ma non usa troppo i muscoli”.

E’ una questione di buon gusto. Anche sulla vecchiaia, Giorgio Armani ha espresso il suo parere e non si è risparmiato anche con frecciatine. “Uomini e donne dovrebbero avere il coraggio di invecchiare e non fare di tutto per sembrare più giovani “– ha aggiunto lo stilista – “la chirurgia estetica è un’idiozia”.

L’argomento relativo agli orientamenti sessuali, ai gusti personali, al costume nella società apre tematiche e scontri sociali con ripercussioni a tutti i livelli. Poco tempo fa lo scontro era stato abbastanza duro tra Dolce e Gabbana e Elton John in ordine alla possibilità di adottare o avere figli all’interno di coppie gay/lesbo. Anche Guido Barilla, qualche tempo fa era caduto nel tranello di esprimere un proprio giudizio circa una pubblicità che aveva avuto una grafica che tendeva, più che a denigrare, a relegare e rinchiudere il concetto di famiglia in un’immagine ormai poco contestualizzabile nel nostro tempo.

Le unioni Gay e Lesbo sono tematiche che giornalmente ci propinano senza voler accettare il fatto di unioni di fatto esistenti. E’ ridicolo non accettarle e poi perché? Persone che si prendono cura reciprocamente con affetto e rispetto, che curano i bisogni e si accudiscono sotto il segno dell’amore, non possono essere pregiudicate per il sesso.

Per i figli il discorso è più ampio, ma c’è la maturità per affrontarlo secondo un punto di osservazione il più possibile obiettivo, prendendo in considerazione tutte le problematiche (superabili) di coppie in cui manchi la figura paterna o materna, per la formazione di un carattere che abbia sia influenze maschili e femminili, a determinare un proprio libero equilibrio. L’apertura a scontri è legittima anche perché comunque ci sono tanti pessimi padri, violenti se non anche assenti e tante madri che sono fuggite o assenti egoisticamente passive di figure estranee al mondo dei propri figli.

Giudicare anche paternità o maternità con l’esclusione dell’una o dell’altra può benissimo essere messa da parte con una vita in società popolata da figure misurate e omogeneamente distribuite. Tanti figli di divorziati vivono drammi maggiori che l’esser cresciuti da due uomini o due donne. L’amore fortifica e da sicurezza, non il sesso. L’indicazione di un percorso può esserci ma deve essere un’indicazione e deve essere lasciata libera la scelta.

Con il rispetto di questi presupposti, non vedo perché non si debba dare amore a chi amore può donare; dare amore a chi ha l’opportunità di riceverlo aldilà del sesso.

I figli Chimici di Dolce e Gabbanna, i quali  evidenziano una grande capacità sartoriale, ma non per la propria bocca. I figli regalati con la fecondazione in vitro, non sono  “figli della chimica che non hanno mamma e papà” sono essere umani che portano vita e amore in un contesto familiare e umano qualunque sia la sua composizione.

 

Giorgio Armani, dall’alto della sua esperienza, di uomo semplice nell’animo e sensibile, che ha vissuto gli anni settanta ottanta e novanta, attivamente in mezzo a tante rivoluzioni sociali e di costume, aldilà dei propri orientamenti sessuali, mai espressi e mai negati, elegante e discreto, come  nella sua moda, ha saputo dare un alto profilo ai propri giudizi e alle proprie idee, nel pieno rispetto e considerazione di chiunque.

Ha dato maggior risalto a valori veri e terreni, piuttosto che alle futili ed effimere chimere di mode e estetica. La lezione è semplice .

 

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