#FreeTheNipple , movimento per la liberalizzazione del Topless


nudity

I manifestanti in tutti gli Stati Uniti hanno marciato per chiedere uguaglianza nell’ambito della manifestazione “GoTopless Pride Parade”.

Come parte del più ampio dibattito #FreeTheNipple, gli uomini e le donne hanno marciato contro coloro che stanno criticando le donne  che posano per le foto in topless o ricoperte solo con body paint , con passanti e turisti in luoghi Centrali piú o meno famosi,  di ampio richiamo, come Times Square a New York.

Il sindaco Bill de Blasio, e altri, si sono espressi contro (ovviamente) tale comportamento che va contro il comune senso del pudore ma che al contempo cozza contro tali iniziative dai manifestanti rivendicate.

 Vi è ora anche un movimento costituitosi ad hoc che ha quale scopo primario vietare alle “animatrici” di tali siti le loro performance. Le cosi-dette “las desnudas”, insomma non possono mostrarsi come fanno i nostri Centurioni al Colosseo. Forse l’assenza di una storia antica le ha portate a denudarsi come  le antiche occupanti delle foreste amazzoniche, il mostrare  e rivendicare il diritto a mostrar seni e capezzoli per una eguaglianza e parità (che non comprendo visto che in città uomini a torso nudo non ce ne sono).
I sostenitori  promuovono slogan deliranti quali: “Fino a quando gli uomini sono autorizzati a essere in topless in pubblico, le donne dovrebbero avere lo stesso diritto costituzionale altrimenti anche gli uomini dovrebbe portare qualcosa per nascondere il petto”.

www.GoTopless.org e l’omonima organizzazione lottano da sempre per la rivendicazione di questi loro diritti. La  portavoce Rachel Jesse ha detto che l’obiettivo finale è quello di conseguire la parità di genere quando si tratta di nudità per il proprio petto. L’obiettivo, ha detto, è quello di ottenere la parità dei diritti sulla nudità corporea del petto e del  topless nello specifico, da  applicare in tutto il mondo, “liberando i capezzoli delle donne.”

Go Topless Day Pade in New York Featuring: Atmosphere Where: Manhattan, New York, United States When: 23 Aug 2015 Credit: TNYF/WENN.com

Il 23 Agosto si è tenuta una manifestazione in cui uomini e donne (non tanti in verità) marciavano insieme e sostenendo la parità.

#freethenipple  è un movimento nato per la determinazione dell’uguaglianza nella censura del corpo. La rivendicazione alla libera esposizione del seno femminile iniziate da attivista e regista  da Lina Esco (che nel 2014 ha cercato di pubblicare il suo lungometraggio Liberare il …Capezzolo).  La campagna non vuole essere una crociata, e gli attivisti vorrebbero che tutto fosse vista con un’ottica differente. E’ piuttosto la società che deve essere spogliata delle sue tendenze verso la sessualizzazione della parte superiore del corpo femminile. Togliendo di mezzo  ipocrisie e incongruenze nella cultura contemporanea e sistemi giuridici che applicano suoi tabù. In talune zone del Mondo il topless viene ancora etichettato quale indecenza pubblica.

Nel 2015, la campagna di sensibilizzazione portata in atto da questo gruppo di attivisti  Pro-Nipple ha ricevuto l’attenzione inIslanda ed è stata sostenuta dal deputato Bjort Olafsdottir, che ha postato una foto di se stessa in topless.

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Introduzione a www.gotopless.org

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Personalmente preferisco i topless visti in spiaggia. Un fenomeno – da noi – in forte regresso dati i tanti danni che tale pratica può comportare. Le nuove generazioni pare abbiano compreso l’importanza della prevenzione e la tutela delle spugne e capezzolo. Il sole e il calore non vanno d’accordo con tale parte del corpo, che è si uno strumento sensuale (che che ne dicano quelli del movimento) ma anche uno strumento per alimentare una nuova vita, da preservare e mantenere bene, anche per se stesse.  L’esposizione alle radiazioni solari può portare a malattie cutanee talvolta gravi -(melanoma). Il sole poi porta ad un più accentuato e precoce invecchiamento della pelle con comparsa ed accentuazione delle rughe e rilassamento dei tessuti sottocutanei.

In ogni caso, considerati i tanti problemi che affliggono la nostra società moderna, sia in ambito economico che sociale, sentirsi relegati, emarginati, chiusi solo perché non si può circolare con le tette al vento mi sembra un problema che non c’è.  Sarà che poi io preferisco il vedo-non-vedo e le trasparenze……

 

Tette_al_vento_021

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