Fontana delle Rane – Roma – Piazza Mincio: Il degrado e l’Incuria

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Approfittando della risonanza data dagli eventi, ormai più o meno a tutti noti, relativi alla famosa Barcaccia a Piazza di Spagna, mi piacerebbe segnalare la totale incuria in cui versa un’altra famosa fontana Romana, questa volta attaccata non dagli Olandesi ubriachi, ma semplicemente lasciata agli eventi atmosferici, al tempo, alla non-curanza di chi dovrebbe preservarne la bellezza. La bellezza che è richiamo, che è armonia. La Fontana delle Rane di Piazza Mincio è forse l’elemento che completa un angolo unico di Roma, nel quartiere Coppedè, tra i più belli esistenti non solo in questa città ma in tutta Italia.

La Fontana delle Rane, venne edificata nel 1924, quando ancora l’opera dell’Architetto Coppedè, e il suo palazzo Unico con richiami allo stile  Liberty, Art-decò, Barocco e anche Medioevale,  non era concluso. E’ caratterizzata dalle rane che popolano le due vasche:  quattro ospitate nella conca inferiore, che versano l’acqua nella valva delle conchiglie sorrette dalle quattro coppie di figure, e altre otto che, sul bordo della conca superiore, attendono di spiccare il salto verso lo zampillo centrale. L’opera evidenzia un’atmosfera fantastica, che pervade il quartiere, piena com’è di spunti decorativi e ricca di reminiscenze classiche, trasfuse nelle espressioni stilistiche della belle époque, al tramonto nel periodo di progettazione del complesso e spazzata via dalla prima guerra mondiale, che determinò anche la sospensione dei lavori di costruzione. Il Lavori si concluderanno nel dopoguerra e il fascino del luogo resta nel tempo magico…

Coppedè non dimentica di lavorare a Roma e per Roma: la grande ape realizzata sul bordo della vasca quadrilobata non può non richiamare alla mente il Bernini, quello della Fontana delle Api e della Barcaccia. (da qui il nostro spunto per il collegamento)

L’attuale situazione in cui versa quest’Opera è in una parola Disastrosa. La Magia è stata fatta svanire.

Premesso che non sono un tecnico, ma un semplice osservatore e, seppure non supportato da conoscenze specifiche, ritengo di riuscire almeno a comprendere alcune delle cause di un tale deterioramento.

Ogni singola parte della fontana è ricoperta da uno strato di materiale calcare. Tale situazione, nel tempo è sempre aumentata, perché non si è mai provveduto con prodotti specifici a rimuoverlo.

Le statue, le rane, le conchiglie, tutti gli elementi che caratterizzano, anzi caratterizzavano l’opera, sono irriconoscibili. Tutto è stato ricoperto rendendo uniforme ciò che si vede. una massa calcarea in alcuni punti ricoperta di marrone per i tubi arrugginiti dai quali fuoriesce l’acqua.

La vasca principale superiore è deposito di immondizia (per i tanti imbecilli che principalmente la notte banchettano indisturbati con bottiglie di birra e altro).

La Fontana nel tempo sta continuando a inclinarsi ed è ora di intervenire.

Dovrebbe essere affidata ad una ditta Specializzata (così come è stato fatto per la Fontana delle Anfore a Testaccio). Un’opera di smontaggio pulitura restauro di ogni singola parte. Alcune zone presentano crepe di natura da definire. Dovrebbe  essere rivista tutta la parte sottostante il manto stradale, con consolidamento dell’area, al fine di evitare i cedimenti visti fino ad oggi. Provvedere a rilivellare tutta l’area e cambiare tubature e filtri e tutto l’impianto del trattamento delle acque, prevedendo un punto di accesso per la manutenzione.

La piazza meriterebbe una pavimentazione più consona (sampietrini)- Il Marciapiede dovrebbe essere alzato, come tutto il livello della fontana, ma non troppo per non snaturarne l’opera originaria, ma solo per preservarla in maniera migliore. Come la Fontana delle tartarughe (p.zza Mattei) , proporrei di istallare  delle protezioni intorno a tutta l’opera, in ferro battuto, così da continuare quanto già cominciato per il resto della piazza. (anni fa, di notte vidi auto parcheggiate sul marciapiedino che ne delimita l’area, con paraurti sopra il bordo vasca).

fontana_delle_tartarughe_large (Fontana delle Tartarughe)

(*) Pochi anni fa era cominciata un’opera di riqualificazione della piazza, con nuovi marciapiedi, sampietrini nel perimetro a rivendicare aree pedonali, l’istallazione di paletti in tutta l’area per cercare di ridurre il parcheggio, che oltretutto soffocava una tale bellezza. Il tempo e la  furbizia(sciocca) della gente ha trasformato tali aree in parcheggi per scooter. I paletti (peraltro mal fatti – la parte interrata è davvero esigua e non ha supporti di sostegno alla base) sono divelti quotidianamente e le catene tolte così che alcuni mezzi si infilano tra un paletto e l’altro.

Ma per la Fontana non è stato investito nulla.

Si parlava di lavori della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dell’intervento delle Belle Arti/ di fondi stanziati dal Comune/ di un progetto depositato per la riqualificazione di tutto il complesso che porta incisa la firma del noto architetto COPPEDE’, ma ne sul palazzo, che cade a pezzi, e ha alcune parti avvolte in reti e teli per evitarne la caduta sui sottostanti pedoni, ne sulla fontana si sta facendo nulla se non interventi urgenti per la messa in sicurezza.

Ecco alcuni dei vari Estratti di verbali trovati sul sito istituzionale del Comune di Roma relativi alla riqualificazione di Piazza Mincio e Fontana delle Rane: Taluni lavori eseguiti, altri…

  • ESTRATTO DAL VERBALE DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA II (Seduta del 25 novembre 2008) RISOLUZIONE N. 16 (di iniziativa dei Conss. M. Carta, A. Tessier, D. Chiappetti, G. Gerace, A. Ricci) RIQUALIFICAZIONE PIAZZA MINCIO
  • Estratto del Verbale n. 78 del Consiglio del Municipio Roma II (seduta dell’8 settembre 2009) ORDINE DEL GIORNO N. 50
  • ESTRATTO DAL VERBALE DELLE DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA DEL MUNICIPIO ROMA II (SEDUTA DEL 22 dicembre 2009) Realizzata(*): “isola ambientale a traffico pedonale privilegiato”
  • Tra i Fantomatici 26 interventi per Roma prevedevano anche:Consolidamento e restauro della fontana delle Rane e Piazza Mincio (reintegrazione) Sovrint.za capitolina 500.000
  • Nel Programma Triennale delle Opere Pubbliche (23/12/2010) – 2010/2012 l’Amministrazione di Roma Capitale , nel quadro delle Risorse Disponibili (cioè se avanzavano?)prevedeva Fondi per il Restauro e riqualificazione di Piazza Mincio e dell’annessa Fontana delle Rane.

Quartiere Coppedè:

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Tra il 1908 e il 1926 fu costruito il quartiere Coppedè, il cui nome deriva dall’omonimo architetto fiorentino Gino Coppedè, che lo progettò per civili abitazioni. Il cuore del quartiere è segnato dalla originale prospettiva della via Diagonale (oggi via Doria).

Sotto un massiccio arco ribassato tra due palazzi, detto “arco Ambasciatori”, serrato tra due torri cariche di ornamenti eclettici, si può ammirare un enorme lampadario di ferro battuto.

Le necessità e le urgenze in una città come Roma sono tante. L’arte sicuramente non può definirsi al pari dei primari bisogni dei cittadini, ma è comunque qualcosa da preservare e garantire quale simbolo della nostra storia e del nostro essere. Non passa giorno che non si incontrino gruppi di persone che rimangono estasiati da una bellezza unica quale Piazza Mincio e la sua Fontana. Queste due opere ci rappresentano e meritano di essere conservate per noi oggi e per chi verrà dopo di noi.

Altre foto della fontana risalenti a Gennaio 2014:

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