Festeggiamo la festa della donna alla scoperta di donne coraggiose

Come ogni anno l’8 Marzo festeggiamo la festa della donna. La donna che racchiude in sé una molteplicità di figure: la mamma, la figlia, la compagna, l’amica. La donna che viene raccontata nella mitologia greca e romana, la donna che è da sempre soggetto principale di opere artistiche (basti pensare alla Venere di Botticelli) o di testi musicali (Sally o Albachiara di Vasco Rossi sono le regine indiscusse)

Essere donna oggi, nel 2020, vuol dire essere la somma di coraggio, ambizione, e amore, l’amore che contraddistingue ogni aspetto della vita di ognuna di noi. Ma vuol dire anche essere il frutto di battaglie civili e politiche che molte altre donne prima di noi hanno svolto.

Essere donna oggi vuol dire dover combattere con molti, troppi stereotipi che ci vogliono ancora chiuse in casa a badare esclusivamente alla famiglia, che ci impediscono di uscire da sole la sera tardi o di viaggiare per il mondo in solitudine, perché “accanto ad un uomo siamo più al sicuro”. Ma essere donna oggi vuol dire anche vincere quegli stessi stereotipi e, abbracciando una filosofia multi-tasking, essere allo stesso tempo mamma, moglie, lavoratrice.

Per questi motivi bisognerebbe ricordare sempre, ma oggi ancora di più, l’importanza del ruolo delle donne nella nostra società. Iniziando ad esempio, con il conoscere alcune delle donne di oggi e di ieri che hanno segnato una svolta nella storia.

Nashrin Sotoudeh: Avvocatessa iraniana di cinquantacinque anni condannata da un tribunale di Teheran a 38 anni complessivi di carcere e 148 frustate in due processi collegati alla sua attività. Le accuse nei confronti della donna vanno dalla “collusione contro la sicurezza nazionale” alla “propaganda contro lo Stato”, dall’“istigazione alla corruzione e alla prostituzione” e ancora alle “apparizioni in pubblico senza hijab”. Nashrin Sotoudeh è un avvocato, conosceva la legge del suo Paese, sapeva a cosa andava in contro e nonostante tutto ha opposto resistenza a quel diritto che non garantisce giustizia, ha indossato la toga e si è resa scudo delle tante donne Iraniane vittime di soprusi. Nashrin Sotoudeh, però, è anche una mamma, una moglie e una figlia ed ha perso la possibilità di vivere la sua famiglia per difendere quei principi che regolano il vivere comune. Nashrin Sotoudeh è una donna che ha sfidato una società maschilista e nonostante tutto, ha vinto.

Amelia Earhart: la vita di Amelia Earhart, la prima donna aviatrice ad aver raggiunto record mondiali di altitudine (18415 piedi, 5613 metri) e ad aver compiuto la trasvolata oceanica in solitaria, è la vita avventurosa di un anticonformista che sin da bambina matura ammirazione per le donne che hanno avuto successo in campi prevalentemente maschili. A 23 anni sale per la prima volta su un aereo per un breve volo turistico nei cieli sopra Los Angeles e ne rimane incantata, consapevole che la sua vita da quel momento in poi avrebbe preso quella piega. Una caparbietà fuori dal comune le farà ottenere ben presto il brevetto di volo, e con parecchi sacrifici economici riuscirà ad acquistare il suo primo aereo. Nel giro di poco tempo Amelia Earhart acquista popolarità diventando così la “Regina dell’aria”, partecipa a conferenze e incarichi presso varie compagnie aeree e non manca di scrivere articoli e libri, pubblicati da colui che nel frattempo è diventato suo marito. La vita di questa donna fuori dal comune si spezza troppo presto e ciò accade proprio mentre è in volo e sta compiendo l’ultimo dei suoi record, ossia la circumnavigazione del globo in aereo seguendo la rotta equatoriale, quella più lunga – 47.000 chilometri. Il corpo di Amelia Earhart non è mai stato ritrovato, però ci restano il coraggio e la caparbietà con cui questa donna ha affrontato la vita ed ha vissuto la sua passione.

Artemisia Gentileschi: è una delle pittrici seicentesche più famose, le sue opere si allontanano decisamente dai generi sulle quali altre donne si erano avventurate sino a quel momento. Artemisia non ha paura, affronta la pittura con una totale padronanza che le consentono di esplorare anche atmosfere più intime. La sua vita però viene segnata da un evento tragico, viene stuprata da un amico di suo padre, anche lui pittore, e nonostante il coraggio che l’ha portata a denunciare è costretta a subire condanne morali, oltre alla crudezza dei metodi inquisitori del Tribunale. La pittrice infatti accettando di testimoniare viene assoggetta ad indicibili torture, quali la Sibilla, ossia un supplizio progettato per i pittori, che consiste nel fasciare loro le dita delle mani con delle funi fino a farle sanguinare. Dopo il processo viene combinato un matrimonio e sposa un pittore fiorentino. Proprio a Firenze nasce la prima figlia e viene accolta, presso l’Accademia delle arti del disegno: è la prima donna a ottenere questo riconoscimento. Pittrice, moglie, madre. Artemisia Gentileschi è una donna che si è ribellata allo stupro subito portando il proprio carnefice in tribunale ed è una pittrice che non si è arresa ai canoni entro cui la società l’avrebbe voluta inquadrare.

Bebe Vio: La storia di Bebe Vio è una storia che racchiude in sé molteplici componenti: la disabilità, lo sport e la voglia di vivere. Bebe (Beatrice) ha 23 anni e da quando aveva 5 anni pratica la scherma, uno sport che è divenuto la sua più grande passione e che le ha insegnato a non mollare mai. Insegnamento che ha dovuto mettere in atto sin da subito, quando la meningite che l’ha colpita da adolescente, ha determinato l’amputazione degli arti superiori ed inferiori impedendole a primo avviso di vivere una vita “normale” e, soprattutto, di giocare a scherma. Ben presto però la mancanza della pedana si fa sentire, e con l’aiuto delle protesi, dei suoi insegnanti e della sua famiglia Bebe ricomincia ad usare il fioretto. Nel 2012 e nel 2013 la ragazza si aggiudica il primo posto individuale ai campionati italiani di categoria B. Dopo aver conquistato il torneo di Montreal e quello di Lonato, sale per due volte sul podio in Coppa del Mondo. Seconda ai campionati mondiali under 17 disputatisi in Polonia, a Varsavia, nel 2014 vince gli Europei sia nel torneo individuale che in quello a squadre, ripetendo il successo l’anno dopo ai Mondiali in Ungheria. Il successo maggiore arriva nel 2015, quando Bebe Vio sale su gradino più alto del podio nella competizione di fioretto, vincendo così le Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Determinata e grintosa è oggi un esempio per tutte noi.

Margherita Hack: È l’emblema della donna scienziata libera, atea, che si batte per i diritti civili. Margherita Hack è stata una delle poche ad imporsi in un panorama, come quello scientifico, governato per lo più da uomini. Suo il merito di aver esplorato l’universo attraverso i raggi ultravioletti, e quello di aver fatto sì che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell’utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale. La Hack è stata docente in prestigiose università, è divenuta la prima donna a dirigere un Osservatorio Astronomico, ed è riuscita a fare tutto ciò anche grazie allo splendido rapporto che ha avuto con il suo compagno, il quale l’ha lasciata libera di seguire la sua carriera amando di lei ogni sua sfaccettatura, persino quella ribellione che da sempre l’ha caratterizzata.

 

 

 

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