Come il facile accesso alla pornografia online influenzi la sessualiutà dei giovani

Nella nuova era di Internet, accedere a contenuti pornografici è semplice e aperta a tutti, se non si ha il telefono o il computer controllato dai propri genitori. Ipotizzando che la situazione adolescenziale sotto questo punto di vista sia simile nei Paesi industrializzati, possiamo prendere per buoni i risultati di alcuni studi condotti negli Stati Uniti per essere similari a quanto avviene anche nella nostra Penisola. Così è facile immaginare che anche da noi gli adolescenti tra i 13 e i 14 anni, maschi prima e femmine dopo, entrino in contatto con contenuti pornografici. Già nel 2008 il 93% degli studenti universitari (New Hampshire) maschi confermavano di aver visto del porno già da minorenni contro il 62% delle ragazze. Questo perché a conferma di altri studi, il porno è diventato la principale fonte di informazione sessuale per i più giovani. Di conseguenza è forte l’influenza che questi contenuti possono avere sulle abitudini sessuali degli adolescenti, con tutte le conseguenze del caso sulla loro percezione e su quella del proprio partner.

Così il New York Times ha raccontato il sesso da questo punto di vista, analizzando la differenza della sessualità vista online e quella reale. Si chiama pornografia mainstream, quella disponibile su siti come Pornhub e YouPorn, con ogni genere di video dal più amatoriale a quello realizzato da grandi case di produzione. Non si parla di sesso estremo, ma spesso si tratta di pornografia irrealistica e quasi sempre vista dal punto di vista maschile. Una sessualità quindi violenta e meccanica, dove poco rientra il discorso di coppia vera e propria o di piacere sessuale. Insomma, un sesso poco piacevole per le donne ma anche per tutti gli uomini che non amano una sessualità violenta e asimmetrica. Senza poi contare l’enorme quantità di video gratuiti e quindi più accessibili ai minorenni, dove il sesso è visto in modo veramente discutibile e quindi anche potenzialmente pericoloso.
Fa piacere sapere però che nonostante sia facile accedere a questi video e che questo accada nella maggiorpoarte delle volte da adolescenti, i reati per violenza e reati sessuali sono sempre meno negli anni e anche che i giovani arrivano al primo rapporto sessuale più tardi di un tempo.
Un tema comunque da non sottovalutare. Se ad esempio pensiamo al modo in cui i giovani si rapportano con la violenza attraverso i videogiochi, possiamo ben dire che di contro l’educazione al rispetto e alla non violenza in casa e a scuola è sempre un tema molto forte. L’educazione sessuale in vece ha forti lacune sia nel mondo scolastico che in quello familiare, lasciando così spazio a quello che si vede e si apprende online, senza la controparte educativa reale, lasciandosi quindi condizionare da esempi sessuali non giusti e che spesso possono creare anche sia false aspettative che il non sentirsi all’altezza delle proprie prestazioni sessuali.
Se poi di sesso in casa non si parla, figuriamoci di pornografia, senza poi contare che la maggiorate dei genitori che guardano siti porno sono convinti che i propri figli non lo facciano. Possiamo così affermare che la mancanza di educazione sessuale in casa è stata sanata grazie (grazie???) alla facilità di reperire informazioni sui siti online, porno.
Le ricerche sviluppate fino ad oggi hanno però valore poco realistico, andando a concludere studi prettamente di correlazione e non di causa effetto. I pochissimi studi tra consumo di pornografia e sessualità adolescenziale hanno stabilito in modo poco scientifico che chi guarda filmati hard pratica sesso prima di chi non lo fa e ha una visione più stereotipata del genere. Ma non è chiaro però se la relazione debba essere vista all’inverso, ossia che adolescenti più curiosi sul sesso, siano quelli che poi scelgono di vedere video porno e non il contrario.

Resta però il fatto che il vedere video porno possa alterare la percezione sessuale degli adolescenti, laddove il punto di vista sia prevalentemente maschile nel porno eterosessuale mainstream. Basti pensare al fatto che questi video possano far arrivare alla conclusione che l’orgasmo sia principalmente vaginale, mentre è quello clitoride a dare maggiore piacere alle donne.

Allo stesso modo le ragazze che vedono questi video possono pensare che molte delle pratiche estreme viste online, siano quelle che danno maggiore piacere agli uomini, arrivando a sentirsi in dovere di farle anche contro voglia.

Il problema quindi può essere sintetizzato nel non avere a disposizione una pornografia più realistica e di poter accedere invece a quella più violenta e gratuita.

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