Facebook chiede foto di nudo agli utenti per prevenire il “revenge porn”

Internet è ormai accessibile a miliardi di persone in ogni parte del mondo, e l’età media dei soggetti che si avvicinano per la prima volta al web continua a diminuire, mettendo in evidenza la necessità di insegnare ad un uso consapevole della rete che da strumento democratico e libero, se usato in maniera inadeguata può trasformarsi in qualcosa che può addirittura rovinare la vita delle persone.

Un’abitudine molto diffusa, soprattutto tra i giovani ma non solo, è quella di non ragionare su ciò che si sta condividendo, che si tratti di foto e video innocui o addirittura in atteggiamenti intimi. Proprio da queste azioni, può scaturire il fenomeno del “revenge porn”, in costante crescita a livello globale. Ed è proprio per contrastare questi episodi che Facebook ha deciso di realizzare una importante iniziativa volta proprio a prevenire gli episodi di “revenge porn”. E per farlo sta chiedendo agli utenti di inviare delle foto di nudo.

Il revenge porn è quel fenomeno che si verifica nel momento in cui un ex partner, per vendicarsi dopo essere stato lasciato, decide di condividere in rete foto intime o sessualmente esplicite dell’ex senza avere il suo consenso. Episodi del genere se ne sono verificati tanti, e in alcuni casi le conseguenze sono state tragiche, soprattutto quando gli scatti diventano virali scatenando i commenti di altre persone.

Da tempo si chiede alle più importanti piattaforme utilizzate per la condivisione di foto e video di intervenire per arginare il problema e impedire che la vita delle vittime venga danneggiata da questi comportamenti scorretti. E Facebook, di recente, ha accolto nuovamente queste richieste, pensando ad una nuova iniziativa che potrebbe in futuro essere estesa a livello globale per rendere vani i tentativi di revenge porn.

Una prima sperimentazione è avvenuta in Australia dove Facebook ha collaborato con la eSafety Commissioner, agenzia governativa australiana specializzata nella difesa degli utenti online. Per contrastare l’odioso problema, Facebook intende chiedere agli utenti preoccupati di poter subire una “vendetta porno”, di inviare al social network, tramite Messenger, la foto o il video in atteggiamenti intimi.

La procedura prevede che l’utente vada sul sito dedicato compilando un questionario nel quale esprime le sue preoccupazioni. Dopo aver condiviso il contenuto intimo con Facebook, la società provvederà ad applicare una sorta di impronta digitale, archiviando il contenuto esplicito in un server (per un breve periodo di tempo) e in questo modo, nel caso in cui l’ex partner dovesse pubblicare online il contenuto, questo verrà eliminato tempestivamente impedendone la diffusione.

Di certo l’iniziativa non è esente da difetti. Per fare in modo che l’idea funzioni, è necessario che la potenziale vittima sia in possesso di una copia, ad esempio, della foto intima, e c’è anche la possibilità che l’immagine venga in qualche modo ritoccata prima della condivisione, rendendo difficile l’identificazione da parte dell’intelligenza artificiale e, quindi, la rimozione.

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