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Expat: record di italiani a Londra

L’expat verso il Regno Unito non è stato fermato dalla Brexit, sempre più in crescita il numero di connazionali nella capitale inglese.

Expat Italia

Secondo i dati diffusi dall’Office for National Statistics (ONS), un’agenzia governativa britannica che raccoglie, analizza e pubblica le informazioni statistiche sull’economia, la popolazione e la società nel paese, l’Italia è il primo paese a Londra come nazionalità di immigrati.

Parliamo quindi di expat, ma cosa significa esattamente questo termine?

Expat definisce in inglese colui che va a lavorare all’estero, inviato magari dall’azienda, perché segue un percorso professionale o di studi propri o del coniuge, o, se si tratta di bambini, dei genitori.”

Ma questo termine va ben oltre la definizione perché essere un expatriate, noto anche come expat racchiude in sé un mix di concetti come confini, precarietà, identità, patria, con modi, gradazioni e sfumature diverse per ogni persona che si ritrova a varcare la soglia dell’uscita.

Il 2023 si apre dunque con questo record migratorio, in riferimento però all’anno 2021 con numeri che hanno raggiunto la quota di 280 mila censiti ma che secondo il Consolato Generale d’Italia, in realtà si crede possano essere molti di più, fino a sfiorare il mezzo milione.

Questa discrepanza è data dalle diverse condizioni burocratiche vigenti nel Regno Unito, dove è probabile che siano stati contanti solo i cittadini italiani nati in Inghilterra. In quanto, se un bambino nasce in Gran Bretagna da genitori italiani, questo risulta comunque un italiano che vive nel Paese e non come un cittadino inglese.

Brexit

La Brexit, dunque, non è stata determinante come si credeva in termini di spostamenti, i cavilli burocratici sono indubbiamente diventati più stringenti ed elaborati ma la richiesta di manodopera in Inghilterra non è mai diminuita e di conseguenza l’appetibilità del Paese.

Quel che si conta,quindi, è che a distanza di due anni dalla Brexit il numero di cittadini italiani espatriati a Londra è equiparabile ai residenti di Bologna o Firenze.

Il lato oscuro di questi dati, in riferimento alla Brexit è scaturito dall’obbligo del permesso di soggiorno, il Settled Status, in forma definitiva o temporanea che in un certo senso ha costretto gli italiani ad iscriversi al registro degli italiani all’estero, AIRE.

Questa iscrizione non è obbligatoria ma necessaria per poter votare ed avere accesso ai servizi consolari. A riprova di questo, nel 2022 risultano iscritte 23mila nuove persone.

Motivo per cui le stime che vedono un calcolo di 280 mila italiani a Londra, fanno pensare che con un 30% di italiani in “nero” nel Paese si possa arrivare a cifre che vanno oltre il mezzo milione, 650 mila all’incirca.

L’Italia con questi numeri supera la Polonia, per anni in cima alle classifiche.

Il Regno Unito, dunque, si attesta tra i migliori Paesi scelti dagli expat italiani, agli ultimi posti invece l’Italia, nella classifica Expat Insider che vede Roma e Milano nelle ultime 10 città per espatriati.

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