Ergastolo per Cosima e Sabrina. Giustizia fatta per Sarah Scazzi

Il delitto di Avetrana del 2010 ha raggelato il sangue dell’Italia per la crudeltà e l’omertà che hanno fatto da cornice ad uno degli omicidi più efferati degli ultimi anni. La prima sezione penale della Cassazione ha ora confermato tutte le pene decise in appello, come l’ergastolo per Sabrina Misseri e Cosina Serrano, rispettivamente cugina e zia della povera giovane vittima. Michele Misseri sconterà otto anni, mentre suo fratello Carmine ha la pena ridotta a 4 anni e 11 mesi con l’accusa di aver aiutato Michele. Confermate anche le pene per Vito Russo junior e Giuseppe Nigro, con un anno e quattro mesi di reclusione per favoreggiamento personale.

Dopo la pronuncia della Cassazione, il fratello di Sarah, Claudio Scazzi, ha dichiarato: “Sarah ha ricevuto giustizia” in una sentenza “equilibrata, giunta dopo un lavoro durato tanti anni, di persone fortemente motivate. Il paese deve ringraziare chi ha lavorato a questo caso. In Italia la giustizia c’é”. Ha poi aggiunto che la mamma “é stata informata, condivide questo pensiero, anche lei si é sempre affidata alla Procura”.

La ricostruzione secondo il pg vede Sabrina in uno stato di agitazione, accusando Sarah di aver contribuito alla sua storia d’amore con Ivano Russo, e anche di aver rivelato dettagli della sua condotta sessuale screditandola insieme alla sua famiglia. La madre la protegge contro la nipote. Nasce una discussione e Sarah, 15 anni, scappa via ma viene raggiunta per ricevere la giusta punizione (secondo zia e cugina). Una volta commesso l’omicidio danno incarico a Misseri di far sparire il cadavere.

Vediamo le tappe dalla scomparsa di Sarah al suo ritrovamento.

26 agosto 2010. Sarah Scazzi esce da casa ad Avetrana (Taranto) per andare al mare con la cugina Sabrina Misseri. Da qui più nessun contatto con la sua famiglia che comincia le ricerche per la sua scomparsa

6 ottobre 2010. Michele Misseri confessa di aver ucciso Sarah, strangolandola, e fa ritrovare i resti del corpo in un pozzo nelle campagne di Avetrana.

15 ottobre 2010. Michele Misseri chiama in correità nel delitto la figlia Sabrina, che finisce in cella.

5 novembre 2010. Michele Misseri accusa la figlia Sabrina di aver ucciso Sarah.

Dicembre 2010. Michele Misseri comincia a ritrattare, prendendosi completamente la colpa di omicidio e soppressione del cadavere.

23 febbraio 2011. I carabinieri arrestano Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri, per concorso in soppressione di cadavere, scarcerati poi il 10 marzo.

26 maggio 2011. Viene arrestata Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina. È accusata di concorso in omicidio e sequestro di persona.

30 maggio 2011. Michele Misseri viene scarcerato. È accusato solo di soppressione di cadavere.

1 luglio 2011. La Procura chiude le indagini preliminari.

29 agosto 2011. Comincia l’udienza preliminare davanti al Gup. Si chiude con nove rinvii a giudizio, tre assoluzioni e un proscioglimento.

10 gennaio 2012. Comincia il processo con la Corte di Assise di Taranto.

20 aprile 2013. Dopo cinque giorni di Camera di consiglio, la Corte di Assise emette la sentenza: ergastolo per Cosima e Sabrina (omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere), otto anni per soppressione di cadavere per Michele Misseri, sei anni a Carmine Misseri (fratello di Michele) e Cosimo Cosma (nipote di Michele Misseri, morirà il 7 aprile 2014), due anni all’ex legale di Sabrina, Vito Russo Junior, per favoreggiamento. Condannati per favoreggiamento a pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi altri quattro imputati.

14 novembre 2014. Dinanzi alla sezione distaccata di Taranto della Corte di assise di appello di Lecce, inizia il processo di secondo grado. Durerà otto mesi.

27 luglio 2015. La Corte d’assise d’appello di Taranto conferma la condanna all’ergastolo per Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri e a otto anni per Michele Misseri per concorso in soppressione di cadavere. Confermata anche la pena a un anno e quattro mesi per Giuseppe Nigro, imputato per favoreggiamento personale. I giudici riducono la pena (a un anno e quattro mesi) per l’avv.Vito Russo Junior e (a cinque anni e 11 mesi) per Carmine Misseri.

21 febbraio 2017. La prima sezione penale della Cassazione conferma la sentenza di primo e secondo grado per la morte di Sarah Scazzi ad Avetrana il 26 agosto 2010: ergastolo per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano.

 

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