Elezioni USA 2020, arriva l’erdorsement di Renzi a Biden

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Continua incessante, Covid-19 permettendo, la corsa dei democratici alla presidenza USA, con Joe Biden che contro ogni pronostico ha ribaltato la situazione e si è imposto prepotentemente come favorito. Un colpo di scena che ha causato il ritiro, tra gli altri, del miliardario ex-sindaco di New York Michael Bloomberg e della senatrice per il Massachusetts Elizabeth Warren.

Unico rivale credibile per l’ex-vicepresidente degli Stati Uniti resta il solo Bernie Sanders che, per quanto non possa considerarsi sconfitto, ha perso molto terreno nello scorso Super Tuesday. Il mancato exploit ha causato la perdita della guida. Ora la campagna del senatore per il Vermont deve cambiare registro e cercare di espandersi anche ad un elettorato diverso da quello storico, dallo zoccolo duro: studenti del college, ispanici e socialdemocratici.

Sembra infatti aver convinto il migliore phisique du role di Biden, politico esperto e di lunga carriera, che ha già ricoperto cariche importanti, rispetto a quello di Sanders, spesso elemento borderline del partito. Biden fa infatti parte dell’establishment dei democratici. Gode dell’appoggio del gruppo dirigente e di quello degli elettori affezionati all’asinello.

Non vengono però solo dagli Stati Uniti le parole di sostegno al front runner per il prossimo scontro frontale con Donald Trump. Il segretario di Italia Viva, Matteo Renzi ha pubblicamente dichiarato di appoggiare la sua campagna elettorale sia per le primarie sia per le prossime presidenziali di novembre.

Un sostegno, quello di Renzi, che può rivelarsi però politicamente scomodo in Italia. L’ex-presidente del Consiglio e sindaco di Firenze ha infatti nella sua storia una sequela di accuse di “essere di destra” o “non di sinistra” interminabile. Il rifiuto di appoggiare Sanders, elemento di spicco della sinistra radicale americana (le cui posizioni però difficilmente possono fare scandalo in Italia: sanità pubblica, salario minimo, regolamentazione delle armi etc…) potrebbe tramutarsi in un’occasione persa di riallinearsi ad una certa visione della politica, di spostarsi sul sempre troppo semplicistico asse destra-sinistra.

Il tweet con cui ha espresso apprezzamento per Joe Biden, accompagnato da una loro foto insieme, sembra infatti essere più che altro un attacco a Bernie Sanders. “Vincono i riformisti, non gli estremisti” dà decisamente poco spazio ad interpretazioni. Data la situazione di emergenza in Italia, difficilmente tale dichiarazione potrà finire al centro delle cronache. Ma ad allerta rientrata, quando andranno nuovamente ricalibrati gli equilibri interni alla maggioranza, potrebbe essere una velenosa carta da giocare per i rivali.

Sono anche circolate voci nelle settimane passate di un possibile “inciucio” dei due Mattei: Renzi e Salvini. Un’ipotesi che sembra fantapolitica, così come però lo sembrava l’ipotesi di un governo giallo-verde seguito immediatamente da uno giallo-rosso. Questo episodio, se qualcuno volesse calcarvi la mano, potrebbe essere un’arma a sostegno di questa teoria, destabilizzando ancora di più la sicurezza del secondo esecutivo guidato da Giuseppe Conte.

Già in passato Matteo Renzi, all’epoca segretario del Partito Democratico, si era espresso con favore nei confronti della corrente moderata dell’omonimo partito statunitense. In quel caso il sostegno ad Hillary Clinton nella sua poi rovinosa sconfitta significò una figuraccia, considerati anche i margini di vantaggio che erano stati dati dai sondaggi alla candidata dei democratici a stelle e strisce.

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