Decreto Agosto e incentivi auto: come funzionano

L’industria automobilistica è in crisi già da tempo e l’emergenza sanitaria da Covid-19 non ha fatto altro che contribuire al peggioramento della salute del mercato.

Occorre altresì considerare che il prolungato blocco delle attività ritenute non essenziali o strategiche per l’economia nazionale e la difficile ripresa post lockdown hanno inciso negativamente anche sui redditi di molte famiglie italiane, che si sono trovate senza preavviso prive di qualsiasi entrata economica. Di conseguenza, sono sempre meno i consumatori disposti ad acquistare una nuova auto, sostenendo una spesa più o meno consistente a seconda del tipo di vettura scelta.

Proprio per questo motivo, negli ultimi mesi le Autorità competenti hanno adottato una serie di provvedimenti diretti al sostentamento del settore automotive: tra questi rientra il Decreto Agosto che dà concreta attuazione agli incentivi Ecobonus ed è applicabile ai soli acquisti successivi al 14 agosto.

Tra i principali obiettivi vi è quello di incentivare l’acquisto di vetture ibride o elettriche in luogo di quelle a benzina o diesel ed a tal fine sono stati stanziati ben 490 milioni di euro (rispetto ai complessivi 25 miliardi impiegati per sostenere l’economia italiana), di cui 400 per attuare l’ecobonus ed il residuo per l’installazione delle colonnine di ricarica ad opera di privati.

E’ bene specificare che gli incentivi vengono diversificati a seconda della classe di emissioni Co2 dell’auto

In particolar modo, con quest’ultimo provvedimento governativo sono state inserite altre due classi di automobili, ossia quelle con emissioni comprese tra i 61 e i 90 g/km e quelle fino a 110 g/km, predisponendone in favore rispettivamente 150 e 100 milioni di euro.

A titolo esemplificativo, si consideri che per le vetture rientranti nella prima delle suddette categorie,  il Decreto Agosto prevede che con la rottamazione del vecchio mezzo l’acquirente può beneficiare di un contributo di 1.750 euro dallo Stato e di 2.000 euro da parte del rivenditore; diversamente, in assenza di rottamazione, l’incentivo è ridotto a 1000 euro da parte di ambo i soggetti.

Quanto invece alle “vecchie” categorie (0-20 g/km e 21-60 g/km) il provvedimento ha provveduto al rifinanziamento, con la conseguenza che ad esempio per la prima classe il contributo ammonta a 8.000 e 5.000 euro dallo Stato, a seconda che si proceda o meno alla rottamazione, a cui si dovrà sommare l’importo erogato dal concessionario, pari a 2.000 e 1.000 euro.

Stante la evidente convenienza delle misure di sostegno predisposte, chiunque voglia cogliere l’occasione di acquistare un’automobile elettrica o ibrida beneficiando dell’ecobonus, ma non disponga della liquidità utile alla conclusione dell’affare, può rivolgersi ad un istituto bancario per accedere ad un finanziamento destinato.

Oppure per i soli dipendenti pubblici e statali e per i pensionati, purché in possesso dei requisiti, è possibile ricorrere ad un prestito agevolato Inps, come il Piccolo Prestito ed il  Prestito Pluriennale Garantito (per ulteriori approfondimenti sui prestiti Inps e sui requisiti di accesso: Zonaprestiti.com).

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