Dal 2021 sarà vietato il commercio dei prodotti in plastica monouso

Dal 2021 nei supermercati non troveremo più  bicchieri, i piatti e forchette di plastica.  I prodotti monouso saranno vietati. Spariranno tanti prodotti che siamo stati abituati a consumare e gettare nella spazzatura dopo l’uso. Il consumatore medio non poteva pensare (neppure si sforzava poi molto) al percorso che un prodotto in plastica compie dopo l’uso.  Ciò limiterà gli spazi all’uso dei prodotti per imballaggi per fast-food e prodotti in vendita al banco dei supermercati. La Commissione Europea ha votato infatti per una drastica riduzione di questi prodotti che poi finiscono, se non opportunamente trattati,  con inquinare i nostri mari, ma non solo, le città, spazi verdi, il nostro mondo insomma.
Se si pensa che nei nostri mari e fiumi il 70/80% dei rifiuti marini è costituito da materie plastiche e negli oceani del pianeta c’è un’isola galleggiante grande come una nostra regione, fa pensare, quanto e come le plastiche possano – non solo inquinare- ma persistere e intossicare il mondo. Oltre alle stoviglie e imballaggi si vuole colpire anche i filtri delle sigarette, che a tutt’oggi, sono ancora in materiale sintetico non biodegradabile. Anche fili da pesca e reti dovranno avere una apposita manutenzione, riciclo, ma anche così come per i mozziconi di sigaretta, si stanno valutando misure sanzionatorie per i produttori. Questi dovranno farsi carico di campagne di sensibilizzazione e di raccolta, nonché di progetti per il  riciclo degli oggetti (reti e mozziconi)  gettati.
Entro il 2025 nei Paesi UE, ci dovrà essere una riduzione del 25% di tutti gli imballaggi in materia plastica e polistirolo espanso, a favore di materiali biodegradabili (carta e cartoncino). Al contempo per le bottiglie relative alle bevande dovrà essere predisposto un piano di raccolta specifico e capillare per riciclare il 90% del prodotto.

Tutti gli Stati membri dovranno prevedere e organizzare il riciclo dei prodotti monouso e incentivare  quelli adatti al “multi-utilizzo”.

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Concludo, oggi parlandovi di un movimento “4Ocean” creato da due ragazzi, Alex e Andrew, che andavano a fare surf nel mare d’Indonesia e si trovavano a stare in una vera e propria pattumiera a cielo aperto.

Cooper, 28, e Schulze, 27 anni, si erano conosciuti alla Atlantic University. Finiti gli studi nel 2015 i due amici partirono per un viaggio di surf di tre settimane a Bali, in Indonesia – un’isola nell’Oceano Indiano è una mecca per lo sport.

Oltre ad essere popolare tra i turisti, l’Indonesia è anche seconda solo alla Cina tra i Paesi che maggiormente inquinano il Pianeta. Le spiagge di Bali  erano letteralmente ricoperte di  spazzatura proveniente dal mare. Da qui la nascita di un’idea che gli cambierà la vita.

Hanno deciso di creare qualcosa di nuovo che desse lavoro e al contempo fosse una buona causa per il pianeta. Oggi ci sono progetti per la salvaguardia di luoghi, raccolte fondi e investimenti in nuovi strumenti, in flotte,  per il recupero di immondizia in mare.  4 Ocean si batte costantemente anche per educare,  comunicare e incentivare il riciclo dei materiali. I Fondi li acquisiscono- anche – grazie alla vendita di braccialetti fatti  con materiali riciclati. Per ogni braccialetto venduto garantiscono un kg di immondizia raccolta. A Luglio 2018  4Ocean Boca Raton, con sede in Florida, ha annunciato di aver estratto più di 1 milione di chili di plastica, vetro e altri rifiuti dall’oceano a partire da gennaio 2017. Cooper e Schulze affermano che 4Ocean ha venduto poco più di $ 30 milioni in braccialetti riciclati per finanziare il loro lavoro.

 

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