Coronavirus: Zaia pressa per le riaperture

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Momenti di sollievo nel Nord Est, infatti in Veneto oggi, 11 maggio, i nuovi casi di persone positive al Coronavirus sono stati 19, numeri molto diversi ai 364 in Lombardia. Un segno inequivocabile che nonostante l’epidemia sia partita in maniera omogenea, ora la sua diffusione è estremamente differenziata.

Per questo motivo, come se non fosse già un tema sufficientemente caldo quello delle riaperture dei negozi e delle altre attività commerciali, il presidente della Regione Veneto ha chiesto al governo di anticipare i tempi rispetto a quelli previsti dal decreto entrato in vigore il 4 maggio scorso.

Difatti il governatore Zaia, che dall’inizio dell’emergenza nelle percentuali di gradimento dei leader è salito vertiginosamente, superando il leader del suo stesso partito, Matteo Salvini, chiede che vengano di nuovo rese fruibili al pubblico le palestre, i bar e i centri sportivi.

Piccole aperture che però potrebbero rappresentare una scialuppa di salvataggio per molte imprese estremamente radicate nel tessuto sociale della comunità veneta, costrette negli scorsi mesi ad una chiusura forzata che ne ha fortemente aggravato la stato patrimoniale.

Nonostante lo scivolone sul nesso “Coronavirus mostra indebolimento quindi è artificiale” Zaia mostra ancora di essere uno dei leader più in voga nel momento, probabilmente l’unico in grado di intaccare il primato di Conte, indiscusso primo della classe.

Difatti il suo nome è stato spesso associato a quello della presidenza del Consiglio, essendo di fatto l’unico esponente del Carroccio a poter creare un accordo bipartisan che includa Partito Democratico e Lega Nord, senza dover tornare all’insidioso scoglio delle elezioni in piena emergenza.

Un’ipotesi concreta quest’ultima, che però rischia di portarci in una situazione di difficoltà logistiche. Proprio in Francia le elezioni all’alba dell’emergenza Coronavirus a detta di molti ha causato un’impennata di contagi Oltralpe.

Scrutinatori, rappresentanti di lista ed elettori a contatto in ambienti chiusi per tutto il giorno sono un enorme rischio sanitario in questo momento. Motivo per cui bisogna trovare un successore di Conte che possa mettere d’accordo una maggioranza già presente in Parlamento, visto che il futuro dell’attuale premier pare essere a rischio.

Zaia dal canto suo ha la responsabilità di guidare fuori dalla crisi Coronavirus verso quella economica una regione che ha mostrato un’incredibile reattività rispetto alla Lombardia. Il successo dell’esperienza veneta è stato riconosciuto anche da ferventi oppositori di Zaia e della Lega.

Difficile quindi pensare che il governatore decida di lasciare la sua regione in un momento come questo. Neanche per la prestigiosa poltrona di Palazzo Chigi.

Fonte: Protezione Civile

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