Corea del Nord, problemi ad una nave e furia Kim

Problemi durante il varo di una nave militare in Corea del Nord. Cede una parte della struttura e la nave si adagia su un fianco. Un grave danno d’immagine di il leader Kim Jong-un, il quale su tutte le furie emette un mandato di arresto per 3 figure ritenute responsabili.

L’episodio in Corea del Nord

Può un problema navale diventare un caso di Stato, portare il leader a parlarne e provocare l’arresto di 3 persone? Ebbene la risposta è un secco sì se lo Stato in questione è la Corea del Nord. Non si fanno di certo scrupoli o complimenti in Corea, se qualcosa non va bene lo si fa subito prontamente presente.

L’episodio in questione, che ha tenuto sulle spine un paese intero, è quello riguardante il varo di una nave militare nel porto di Chongjin, nella parte nord-occidentale del Paese.

Si parla in particolar modo di un nuovo esemplare di cacciatorpediniere, il secondo più grande della Corea del Nord. L’evento era molto importante, e vedeva la possibilità per la Corea di trasformare le operazioni di guerra da passive e di difesa in attive e mirate, grazie proprio all’adozione di mezzi militari di questo tipo.

La nave da 5 mila tonnellate ha subito gravi danni nel momento in cui si è staccata una culla di trasporto a poppa. I danni causati da questo problema sono stati poi di ordine superiore, con la nave che è rimasta adagiata su di un fianco e necessita ora di una serie di operazioni tecniche per essere prima rimessa in asse e poi riparata. Tutto ciò lo si è appreso tramite immagini satellitari che mostrano la nave coperta da teloni blu e ancorata su di un fianco, altre notizie ufficiali direttamente dalla Corea del Nord non ci sono a causa dei loro criteri “difensivi” in fatto di informazione.

La rabbia di Kim Jong-un

La Corea del Nord si sa è un paese particolare, non sono infatti molte le informazioni che trapelano verso l’esterno, con la maggior parte degli accadimenti che possono subire strane distorsioni. Ecco perché qualsiasi notizia rischia di diventare un vero e proprio boomerang, accrescendo la visibilità della Corea del Nord agli occhi del mondo o, ancora peggio, mettendola in cattiva luce davanti al resto del pianeta.

Proprio per questo motivo, immaginando quindi le reazioni degli altri paesi all’accaduto, il leader supremo Kim Jong-un ha prontamente affermato come l’incidente fosse un vero e proprio “atto criminale”.

Le conseguenze dell’accaduto non sono ad ogni modo finite con il breve commento del leader, ma sono continuate poi nel pratico. In particolar modo, subito dopo l’evento, in Corea del Nord sono stati emessi 3 arresti a rappresentare la gravità dell’atto commesso. Fanno le spese del loro posto in particolare l‘ingegnere capo, il capo officina ed un dirigente amministrativo, tutti operativi nel porto di Chongjin e tutti ritenuti estremamente responsabili dell’accaduto. Insomma la prossima volta sarà meglio tenere tutto ben sotto controllo, il margine d’errore in Corea del Nord è prossimo allo zero.

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