Come è cambiato il nostro modo di vivere la casa? Pro e contro delle mura domestiche

Seppur con restrizioni più soft rispetto allo scorso marzo, anche in questi ultimi mesi siamo tornati a trascorrere buona parte delle nostre giornate in casa. Abbiamo più tempo libero e questo ci consente di occuparci di ciò che abbiamo sempre rimandato. Un po’ di relax, del “quality time” con la famiglia, qualche coccola per noi stessi e, perché no, anche qualche lavoretto in casa.

In questo ultimo anno, pieno di incertezze, cambiamenti, limiti, paure, dove tutto sfugge al nostro controllo, le mura domestiche sembrano essere diventate una sorta di “nido”, un luogo di conforto in cui ci sentiamo al sicuro, l’unico spazio che possiamo realmente gestire e su cui avere pieno comando. In questa situazione, Arexons, azienda italiana da quasi 100 anni leader nei prodotti per il fai da te, la cura e la manutenzione della casa e dell’auto, ha voluto indagare su come è cambiata la percezione che gli italiani hanno della propria casa.

Sono in molti (38%) che sfruttano il momento per occuparsi di qualche lavoretto in casa che, per pigrizia o mancanza di tempo, hanno sempre rimandato; così come quelli che ne stanno approfittando (22%) per un po’ di relax e rigenerante ozio. Casa è sinonimo di famiglia, e il 21% non vedeva l’ora di poter spendere qualche ora in più con figli e propri cari, mentre il 19% si dedica prevalentemente a se stesso, prendendosi cura di corpo e mente.

Ma la percezione delle mura domestiche è cambiata in questi mesi? Sicuramente si, considerato che la maggior parte (54%) sente la casa più “sua”, tanto da volerla rendere sempre più confortevole e personalizzata. Un critico 35% ha iniziato a notare tutti i piccoli difetti da sistemare, mentre al 9%, passandoci più tempo, sembra più piccola di come ha sempre pensato. Tra le attività casalinghe alle quali si è dedicato il 45% del campione ci sono pulizia, igienizzazione, riordino. Il 25% sente invece l’esigenza di personalizzare i propri spazi, sia con nuovi componenti ma anche dando nuova vita a quelli vecchi. Il 30% si è dato alla manutenzione e alle migliorie estetiche (pittura pareti, quadri, ecc..).

Ai tempi del secondo lockdown, che significato diamo dunque alla nostra casa? Secondo il sondaggio di Arexons è un posto sicuro, pulito e igienizzato, all’interno del quale possiamo avere tutto sotto il nostro controllo, in cui possiamo togliere la mascherina e possiamo toccare qualsiasi cosa senza pensieri (39%). Stesse adesioni (40%) per chi la considera il posto in cui è giusto stare ora, sfruttando la libertà che per fortuna in questa seconda ondata siamo riusciti a mantenere. Probabilmente più bassa rispetto al primo lockdown la percentuale di chi la vive come una gabbia dalla quale non vede l’ora di uscire (16%). Ma sarà davvero solo perché abbiamo più libertà dello scorso marzo? O siamo riusciti a rendere il confinamento più confortevole?

Tra quello che ci aiuta a stare meglio in casa, l’avere accanto la famiglia (25%) è superato dal bisogno che tutto sia perfettamente funzionante (38%), seguito dall’igienizzazione (22%): il 67% ha iniziato a utilizzare igienizzanti per superfici e per le mani, come quelli della nuova linea Fulcron di Arexons.

Insomma, le nostre case sono pronte per accoglierci in questo Natale, sicuramente diverso dagli altri: la maggior parte (52%) vive con dispiacere il non poterlo festeggiare come da tradizione con tutti i suoi cari ma si sta organizzando, comunque, per trascorrerlo al meglio, mentre il 19% non vede l’ora che passi il periodo di festa. Al contrario, c’è chi tollera poco i pranzi e cenoni natalizi ed è sollevato dal non dover stare ore a tavola con i parenti (21%).

Alessandro D’Orlando, psicoterapeuta di Top Doctors, la piattaforma online che seleziona e mette a disposizione degli utenti un panel formato dai migliori medici specialisti di tutto il mondo, commenta i dati raccolti: “La casa rappresenta l’estensione dell’IO e avere una casa pulita e in ordine è importante per mantenere l’autostima, senso di controllo sull’ambiente circostante e di sicurezza. Nello stesso tempo, dovremmo tutti lavorare per scoprire questo senso di ‘casa’ dentro di noi attraverso pratiche, come la meditazione, che ci aiutano a sentirci bene semplicemente chiudendo gli occhi e concentrando la nostra mente. In questo modo potremmo sentirci bene ovunque, anche fuori di casa e anche nei luoghi che prima ci facevano paura”.

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