Buongiorno, grazie e prego… e la buona educazione si fa vecchia. I bambini italiani sono i più maleducati d’Europa

Kids on an plane; at least it's not snakes

Volo Roma Cagliari domenica tardo pomeriggio. Aereo pieno, si entra direttamente dal corridoio che unisce il velivolo e la sala d’imbarco. Davanti a me molti giovani, alcune sono giocatrici di Hockey, tutte nella loro divisa color fucsia che fa “ordine”. Si sale in modo ordinato, ma arrivati davanti all’assistente di volo, nessuno saluta e tira dritto verso il proprio posto, come se perdere qualche istante alzando lo sguardo verso di lui potesse fargli annullare il volo. Sì sente solo il suo “Benvenuti a bordo… benvenuti a bordo…”. Noi lo salutiamo e lui sgrana gli occhi e felice ci invita a visitare la cabina di pilotaggio, rivolgendosi gentilmente a mio figlio che è al settimo cielo (“vedi ad essere educati?“). Una volta partiti c’è un gran vociare e ognuno comincia a fare un po’ quello che vuole, almeno tre persone intorno a noi piazzano i piedi con tanto di scarpa sul bracciolo del sedile antistante (occupato da altre persone). Un piccolo dipinto di una società che si perde, della maleducazione che diventa normalità tanto che nessuno dice più niente e anzi, ci si meraviglia quando qualcuno dice “Buongiorno… grazie… serve aiuto?”.

E se come diceva Nelson Mandela “L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo“, mi sa che qui rimarremo per parecchio tempo nella staticità dell’isolamento. Ebbene sì, perché la non educazione porta anche all’isolamento dell’individuo. Quando mancano i buoni rapporti con gli altri, ci stiamo chiudendo a riccio in noi stessi o nei nostri piccoli gruppi lasciando al di fuori tutto quello per cui poi invece converrebbe veramente sforzarsi un po’, per ottenere un mondo migliore.

Se poi siamo così egoisti da pensare che tanto ad essere gentili non si ricava nulla, dovremmo cambiare linea di pensiero perché quello che si fa agli altri, si potrebbe ricevere nel bene o nel male. Cominciamo dai nostri figli, è su di loro che dobbiamo saper trasmettere la buona educazione: ovvio che se per primi noi non salutiamo e abbiamo grandi difficoltà a ringraziare, anche loro seguiranno la nostra strada. Insegnare il rispetto per chi è più grande, la tolleranza per chi la pensa diversamente da noi, la gioia di dare una mano a partire dai piccoli lavoretti domestici. Cresceranno più sani, educati e meno egocentrici.

Secondo uno studio dell’Ipsa (Istituto italiano di studi transdisciplinari) i bambini italiani sono i più maleducati d’Europa e da quello che si vede in giro non stento a crederci. Bisogna prestare attenzione su due livelli differenti: il primo che vede i genitori come colpevoli di non essere stati in grado di trasmettere le buone maniere e dall’altro il vivere un disagio da parte dei bambini, incapaci di gestire i conflitti e la gestione delle proprie emozioni.

Insegnare ai più piccoli il giusto comportamento è anche un modo per fargli sviluppare la loro intelligenza emotiva. Troppo spesso i genitori lasciano fare, è più facile così.

Vediamo insieme piccoli consigli per migliorare la nostra società dalla base:

Il Saluto

Sembra banale ma il saluto è il nostro biglietto da visita. Un bel sorriso guardando negli occhi il nostro interlocutore genera sicuramente simpatia verso il bambino predisponendo l’adulto nei suoi confronti. Invitiamo sempre i bambini a salutare qualora non lo facessero da soli, prima o poi non servirà più ricordarlo.

La conversazione

Altro punto dolente, la conversazione. Sì, perché i pargoli credono di essere sempre al centro del mondo e in virtù di questo, ad avere sempre argomenti più importanti e urgenti da comunicare, anche quando stiamo parlando con altre persone. Insegniamo loro quindi che non si interrompe mai qualcuno che sta parlando. Se noi li lasciassimo fare faremmo un torno anche alla persona che abbiamo davanti, oltre che trasmettere valori sbagliati ai bambini. Mai parlane nell’orecchio e mai usare parolacce, questo sembra banale dirlo, ma spesso non lo è. Attenzione poi noi per primi a non urlare quando parliamo (neanche al cellulare) specialmente se stiamo in un luogo pubblico.

educazione_tavola

La Tavola

Spesso lo stare a tavola è l’unico momento d’incontro per tutti i componenti della famiglia, sfruttiamo questo momento per stare insieme e in serenità. Saper stare a tavola è una delle regole fondamentali della buona educazione e spesso si vedono bambini lasciati a sé stessi che mangiano con le mani, si sdraiano sul tavolo e non sanno neanche stare seduti per bene. Se cominciate a far apparecchiare loro la tavola cominceranno anche ad avere più rispetto dello starci poi intorno, oltre ad insegnare come e dove vanno collocati i vari piatti, bicchieri e posate. Come fare:

– I piatti si dispongono in modo che l’eventuale decorazione sia nella giusta posizione rispetto al commensale.
– La forchetta va a sinistra, con i rebbi rivolti verso l’alto.
– Il coltello va a destra, con il taglio della lama rivolto verso il piatto; accanto va messo il cucchiaio, appoggiato sul tavolo con la parte concava in alto.
– Le posate per il dolce o la frutta vanno poste orizzontalmente sopra il piatto; la forchettina col manico rivolto a sinistra, il coltello e il cucchiaino col manico rivolto a destra.
– Il tovagliolo, piegato a triangolo o a rettangolo, va messo accanto alla forchetta.
– I bicchieri si mettono a destra; il primo è quello dell’acqua e poi, alla sua destra seguono in ordine: quello del vino rosso, del vino bianco e quello del vino da dessert.

Importante anche insegnare loro l’uso del tovagliolo… ricordiamoci di metterlo in tavola!

Altra cosa divertente è vedere come molti bambini impugnano le posate. Dire loro qual è il modo corretto li aiuterà a non fare figuracce durante la crescita… molti sembra stiano impugnano delle armi, altri li tengono per le estremità facendole cadere di continuo…

Quando si inizia a mangiare? Quando sono tutti seduti a tavola e lì si rimane fino a quando non hanno finito tutti. Spesso la tavola è un via vai di persone che mangiano e se ne vanno come fossero alla tavola calda dell’autogrill.

No al masticare a bocca aperta, fare rumore mentre si beve e parlare a bocca piena.

Altro must dei giovani d’oggi è il “Fa schifo”, insegniamo loro che è una mancanza di riguardo ed è una frase che proprio non si dice. Mi stupisco a volte nel sentir dire queste frasi anche ad alcune maestre… difficile insegnare quando poi veniamo “smentiti dall’alto”.

Da non dimenticare poi la pulizia e la giusta igiene (partendo dai piedi messi sul bracciolo degli altri… non si fa!!!!).

Tornando alla tavola, insegniamo ai bambini a lavarsi le mani prima e dopo i pasti… non si consumano! Stesso vale per i denti almeno mattina e sera e a lavarsi la mattina prima di andare a scuola.

E poi non è vero che se si è bambini si può sbadigliare a bocca aperta,grattarsi la testa o le parti intime in pubblico e mettersi il dito nel naso o nelle orecchie… cominciamo da piccoli e ce lo ritroveremo da grandi.

Buona educazione a tutti!

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