Brooklyn: dopo la paura arrestato un sospettato

 

Martedì 12 aprile uno dei quartieri più popolati e famosi di New York, Brooklyn, si è svegliato nel terrore. Alle otto e mezza di mattina, all’interno della stazione metropolitana presso la 36esima strada, infatti, un uomo sarebbe entrato su un treno della linea N diretto a Manhattan indossando una maschera antigas ed avrebbe riempito di fumo il vagone dove si trovava con due granate fumogene. Il sospettato avrebbe poi aperto il fuoco e sparato 33 colpi di pistola ferendo 29 persone anche se fortunatamente al momento nessuno sembra essere in pericolo di vita. L’uomo sarebbe poi stato in grado di fuggire dal treno e dalla stazione metropolitana lasciandosi dietro corpi sanguinanti ed urla di disperazione.

Quest’oggi è giunta la notizia un ulteriore sviluppo visto che le autorità locali hanno dichiarato di aver messo agli arresti un cittadino afroamericano di 62 anni, di nome Frank R. James, sospettato di aver commesso gli attacchi alla stazione di Brooklyn. James passeggiava questa mattina tranquillamente in giro per il quartiere come se niente fosse e non ha opposto nessuna resistenza quando gli agenti lo hanno fermato e portato in centrale. Vari indizi sembrano indicare la colpevolezza del sessantenne nativo di Philadelphia: su tutte una carta di credito trovata sulla scena del crimine intestata a lui e forse usata per noleggiare un furgone utilizzato per arrivare appunto a New York. Ad incriminarlo anche una serie di video condivisi da James sul suo profilo, video contro i senzatetto e il sindaco di New York, Eric Adams, descritti come ‘preoccupanti’ dalle autorità.

Proprio contro Eric Adams si sono alzate diverse criticheda parte di vari cittadini della Grande Mela: la maggior parte delle lamentele si concentra sul mancato funzionamento delle telecamere di sorveglianza in una stazione metropolitana molto trafficata e in una posizione centrale come quella della 36esima strada. Non è dato sapere se James fosse al corrente di questo malfunzionamento e di conseguenza abbia deciso di sfruttarlo a suo favore, quel che è certo è che a New York i casi di violenza armata sono aumentati vertiginosamente dopo l’inizio della pandemia ed è inevitabile che i malumori si focalizzino sul primo cittadino. Sicuramente la facilità con cui sul territorio americano si può reperire non solo qualsiasi tipo di arma da fuoco ma anche dispositivi come granate fumogene non aiuta il tasso di criminalità a decrescere, è anche vero però che il diritto ad armarsi è presente negli States fin dall’inizio della storia del paese e il recente aumento di violenza deve essere correlato ad altri fattori come l’alto tasso di disoccupazione, l’inflazione ed il minore potere d’acquisto da parte di molti cittadini americani.

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