Brainish, una nuova lingua da imparare

Frequentare un master in comunicazione – che sia con frequenza o online come quelli offerti dall’UniCusano – è indubbiamente utile per chiunque voglia lavorare in questo ambito. Anzi, è auspicabile visto che sono in molti a possedere una laurea in scienze della comunicazione e c’è molta concorrenza sul mercato. Una qualifica in più può fare la differenza per un datore di lavoro.

Tuttavia, bisogna considerare che il mondo della comunicazione è vasto, dinamico e in costante aggiornamento. Questo significa che bisogna sempre stare al passo con le ultime tendenze e soprattutto con le ricerche che vengono condotte in questo ambito.

Negli ultimi tempi, l’attenzione si è spostata sulle scoperte neuroscientifiche e del comportamento umano. Diverse aziende importanti come la Coca Cola, la Pepsi, Zambon, Danone e Mars stanno usando le neuroscienze e le scienze comportamentali per definire le loro strategie di marketing. Lo studio del cervello può solo migliorare l’approccio alla comunicazione. Sapere che cosa attiva delle reazioni nel nostro emisfero cerebrale è utile per chi studia marketing perché sono tutte leve alle quali ci si può appigliare per attrarre il cliente. Bisogna conoscere come l’essere umano percepisce il mondo. Da qui parte la strategia di comunicazione. Se sono noti i meccanismi cerebrali che consentono di prendere una decisione, il mercato può lavorare sulla costruzione di ambienti che facilitino e invoglino un determinato tipo di comportamento.

Recentemente si è tenuto il primo convegno di neuromarketing in Italia, organizzato da Ottosunove e BrainSigns. In questa sede è stato presentato, per la prima volta, il Brainish, ovvero il linguaggio del cervello.

Il Brainish è una lingua immediata, emozionale, istintiva e coinvolgente. Rappresenta il modo in cui le persone si relazionano inconsciamente al mondo circostante. Conoscere il Brainish può essere importante per un’azienda, perché le fornisce uno strumento avvantaggiato di comunicazione.

Alla base di tutto ci sono le emozioni. Ricordi ed esperienze s’imprimono di emozioni. E sono sempre le emozioni che determinano la maggior parte dei comportamenti futuri. Nel momento in cui una situazione genera una particolare emozione, si crea una forte associazione tra le due. Di conseguenza, ogni volta che si proporrà un momento simile, sarà presente anche quella esperienza lì. Nel mondo del marketing, conoscere quali emozioni positive sono associate a particolari situazioni è fondamentale per lavorare sui messaggi da rivolgere al pubblico e sul modo in cui presentare un nuovo prodotto o servizio.

La comunicazione è nota per avvalersi di diversi mezzi. Il messaggio può essere uno, ma ci sono infiniti strumenti per comunicarlo al pubblico. Le neuroscienze aiutano anche in questo. Tramite questi studi, si possono concepire strategie di marketing diverse che interagiscono con il pubblico tramite diversi touchpoint, anche lontani l’uno dall’altro. L’obiettivo è quello di creare nell’osservatore un’associazione implicita con il marchio o il prodotto del brand.

La ricerca non si arresta. Questo è un bene non solo per il campo della medicina, ma anche per chi studia e lavora con la comunicazione. Rimanere sempre aggiornati e non tralasciare mai lo studio, può essere un ottimo modo per non annoiarsi mai nel proprio lavoro.

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