Approvato il “divorzio breve”, tempi più veloci per chi si lascia

divorzio breveDivorzare in Italia è ora più facile: il Parlamento ha infatti dato il via libera al provvedimento sul “divorzio breve”. Non servirà più la separazione di tre anni per poter chiedere il divorzio. I tempi si riducono a sei mesi per la separazione consensuale e a dodici per quella giudiziale, indipendentemente dalla presenza di figli.

La decorrenza dei termini è anticipata, nel caso della separazione consensuale, alla data in cui vi è il deposito del ricorso congiunto; nel caso della separazione giudiziale, invece, i tempi si calcolano a partire dalla data di notifica dell’altro coniuge del ricorso.

Un’altra novità riguarda la comunione dei beni, che si scioglie nel momento in cui il giudice dà l’autorizzazione ai coniugi a vivere separati oppure quando si sottoscrive la separazione consensuale. In precedenza lo scioglimento si realizzava soltanto una volta che la sentenza di separazione passava in giudicato. La legge sul “divorzio breve”, inoltre, sarà operativa anche per i procedimenti in corso di svolgimento.

La storia delle leggi sul divorzio nel nostro Paese ha inizio nel dicembre del 1970, quando fu approvata la legge 898, detta “Fortuna-Basilini”. Quest’ultima fu sottoposta a referendum abrogativo nel 1974: quasi il 60% dei votanti optò per il “no”, mantenendo così in vigore la legge. Con la riforma del 1987 i tempi del divorzio scesero da cinque a tre anni.

Durante la discussione della nuova legge era stata presentata anche la proposta, poi accantonata, del , che avrebbe abolito l’obbligo di separazione prima dell’istanza di divorzio.

(Fonte dell’immagine: Armando Moreschi Check out my albums)

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