Alfie Evans combatte ancora. I medici ora gli assicurano acqua ed ossigeno

Kate James, la mamma,  sul suo profilo Facebook Gridava, denunciava il comportamento dei medici nei confronti di suo figlio,”Quando ti viene negata qualsiasi cura palliativa e qualsiasi opzione per dormire con tuo figlio nella sua ultima notte vivo, dover stare sveglia tutta la notte, senza cibo, ossigeno, non sapendo se arriverà al giorno dopo …!!!! “(e poi una serie di disperati insulti)….la dice lunga sul sistema sanitario, e sull’operato dei medici in una situazione che sembrerebbe essere irreversibile, ma che dimentica un termine come può essere quello di dignità.

Nella notte erano stati staccati i supporti vitali per la ventilazione forzata meccanica. Anche dopo una crisi respiratoria i medici avevano rifiutato  di somministrare l’ossigeno al piccolo, fino a quando il padre non si è rivolto alla Direzione Sanitaria della struttura ospedaliera accusandoli di essere dei criminali.  A quel punto qualcosa è cambiato. Il piccolo ha nuovamente il suo ossigeno e anche l’acqua.

Questa triste vicenda mostra un lato disumano della sanità. I medici avevano detto che il bambino non avrebbe superato la notte, ma così non è stato. La giovane  mamma ancora “E’ sorprendente. Non importa cosa succederà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano

 

Alfie Evans è un bimbo  affetto da una malattia neurologica degenerativa. I medici ne avevano sentenziato la morte già lunedì. Ma il bimbo ha superato la notte senza respiratore (c’è chi dice che siano stati i genitori a fare la respirazione bocca a bocca), ma i vertici sanitari sono poi dovuti tornare sui loro passi, anche per il clamore che la vicenda ha suscitato. Dall’Italia l’ospedale Bambin Gesù si è detto pronto ad accogliere Alfie e la famiglia. Anche Papa Francesco a rivolto al bimbo un pensiero e una preghiera. In ogni caso, in contrapposizione con la politica dell’ospedale di Liverpool, in Italia, vogliono dare una possibilità al piccolo di proseguire la sua difficile battaglia. Dati gli strumenti e le possibilità tecniche, non fare, equivale a compiere un atto che non corrisponde alla coscienza medica.

Presso Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool, si è scatenato tutto quello che avviene quando c’è di mezzo una vita a cui si decide di porre fine, quando c’è un bambino poi il clamore è ai massimi livelli. Sono più di 200 i manifestanti fuori della struttura ospedaliera.

Il giudice d’appello dell’Alta Corte britannica Anthony Hayden, che aveva dato il via libera per staccare la spina, ha fissato per oggi pomeriggio alle 15.30 locali, una nuova udienza con i rappresentanti dell’Ospedale e della famiglia del piccolo Alfie.

Frattanto la mamma e il papà continuano ad abbracciarlo e coccolarlo, come è giusto che sia.

 

 

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