Aldo Moro, 42 anni fa il suo rapimento. Ma chi era veramente?

Ricorre oggi il 42esimo anniversario dal rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse in Via Fani a Roma, e proprio quel 16 Marzo di quarantadue anni fa segnò il punto più drammatico degli anni di piombo. Nel parlare di Aldo Moro si è soliti ricordare il suo rapimento, torna nella mente di tutti la foto che lo immortala con una copia del giornale La Repubblica e dietro di sé la scritta Brigate Rosse, ancor di più purtroppo, è ben impressa nella mente di tutti la foto che ritrae il suo cadavere fatto ritrovare 55 giorni dopo il rapimento nel bagagliaio di una Renault 4 in Via Caetani.

Aldo Moro, però, non fu solo un rappresentante del sistema che le brigate rosse decisero di distruggere, egli fu certamente un uomo di legge, un docente illuminato, un politico, ma fu anche un marito, un padre, un uomo.

Il fine ultimo di Moro fu sin dall’inizio quello di portare l’intero popolo italiano all’interno dei sistemi politici di massa, attribuendo in tal senso un ruolo chiave agli organismi intermedi, come i partiti, le associazioni e i sindacati che avrebbero dovuto captare le esigenze della società divenendone portavoce presso le istituzioni.

Parlare di Aldo Moro non vuol dire solamente parlare del segretario della DC, del Ministro o del Presidente del Consiglio (carica che ricoprì per ben due mandati), parlare di Aldo Moro vuol dire anche riscoprire in questa figura una forte attenzione alle contestazioni giovanili che in quegli anni animavano il nostro Paese ed a cui egli guardava con particolare riguardo dato il forte legame che lo legava alla popolazione giovanile.

Parlare di Aldo Moro vuol dire sfogliare le pagine della nostra Costituzione e percepire in esse il filo conduttore del suo pensiero politico poiché contribuì alla sua stesura, in particolare fece parte della I Sottocommissione chiamata a dibattere sul tema “Diritti e doveri dei cittadini”.

Alla luce di tutto questo, dunque, in un momento così delicato per il nostro Paese che ci vede uniti (ma distanti) nel combattere un nemico invisibile come il Corona Virus, possiamo spendere un po’ del nostro tempo ricordando l’operato e i valori che guidarono anni fa un uomo delle istituzioni sì, ma un uomo come tanti che si alzava ogni mattina per adempiere al proprio dovere con l’ambizioso obiettivo di rendere il nostro Paese migliore.

 

 

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