A proposito di… Laura Antonelli, bellezza sfortunata

E’ stata tra le donne più belle del Cinema italiano. Una donna con uno sguardo disarmante che si è imposta nel nostro cinema con film comici ed erotici degli anni 70/80. Non si può dire che le pellicole abbiano aiutato ad imporre Laura in maniera da riuscire a fare quel salto di qualità che l’avrebbe potuta trasformare nelle grandi attrici contemporanee. Anche se il successo ne aveva determinato una certa notorietà era rimasta relegata ad un certo tipo di filmografia. Tante vicende poi, non strettamente legate alla professione, ma conseguenza di questa, ne hanno logorato la vita. Gente di ogni livello ne ha sfruttato notorietà e ricchezza, ma anche tanta ingenuità e voglia di rimanere in un certo ambiente, l’hanno  portata a compiere atti lontani da quella originaria cultura ed educazione familiare.

Laura Antonelli è di origini Istriane, si era trasferita con la famiglia a Napoli dove, dopo aver frequentato le scuole superiori, si diplomò presso l’Istituto Superiore Pareggiato di Educazione Fisica.
A Roma insegnò proprio Educazione fisica nelle scuole, girando contemporaneamente spot pubblicitari e fotoromanzi. Compare tra il 1964 e il 1965  come comparsa in alcune pellicole importanti di Pietrangeli e Petrini. Dal 1969 inizia a girare pellicole, inizialmente censurate, che le permettono di raggiungere il successo nel ruolo di sex symbol tutto nazionale. Partecipò anche e sempre a pellicole più leggere della commedia italiana, in cui – bene o male – il ruolo era sempre vagamente o esplicitamente sexy. Con il Film “Malizia” del 1973, si impone a livello internazionale. Da quell’anno in poi una serie di film e successi. Anche nella vita privata, la storia d’amore con Jean-Paul Belmondo. Una storia importante durata ben 9 anni. La sua carriera è costellata di successi. Laura Antonelli reciterà in film di registi di alto livello come Luchino Visconti ed Ettore Scola, che la vollero quale icona di bellezza, ma che dimostrò anche di saper ben figurare come attrice in film di spessore.

Con gli anni novanta il sogno però s’interrompe. Per girare il film Malizia 2000, si convinse a sottoporsi a interventi chirurgici e iniezioni di collagene  per ridare vitalità alla pelle e nascondere i segni del tempo. Purtroppo però le cose non andarono bene, e a seguito di una forma allergica ai prodotti, il viso venne segnato e deturpato per molto tempo. Ci furono azioni legali e grandissima sofferenza che fecero allontanare l’attrice dal mondo dello spettacolo. Si rifugiò in una villa nei pressi di Cerveteri (RM) per molto tempo, continuando però a frequentare un “certo” ambiente del mondo del cinema. Nel 1991 i carabinieri arrivarono nella villa e trovarono della droga. Da qui le vicende giudiziarie che ne segnarono ancor più la vita portandola verso una chiusura al Mondo. L’ambiente del Cinema e del Mondo dello Spettacolo tesero ad isolarla e la stessa Antonelli non volle più avere rapporti con media e quell’universo tanto patinato, quanto effimero e pronto a scaricare chi un tempo era ricercato. Tutto gira intorno allo scalpore, un tempo era oggetto del desiderio e icona sexy, ora oggetto di maldicenze resuscitando e infangando ciò che era bello, trasformandolo in un’etichetta infamante. In ordine alle vicende giudiziarie, nove anni più tardi, grazie alla modifica della legge, viene assolta dalla Corte d’appello di Roma, per l’introduzione del cosidetto “uso personale”. Quanto alla vicenda relativa alla causa intentata al chiururgo che le rovinò il viso,   tutto cadde perché la causa fu attribuita ad una reazione allergica.

 

Tutte queste vicende si ripercossero sull’equilibrio mentale dell’attrice. Indebolita e tradita da chi le era stata sempre vicino, isolata e derubata del rispetto e dignità. Ebbe vere e proprie crisi che la portarono anche a ricoveri presso le strutture psichiatriche dell’ospedale di Civitavecchia. I suoi legali citarono perfino  in giudizio il Ministero di Grazia e Giustizia, per il riconoscimento di un indennizzo  per i danni subiti. Riuscirono ad ottenere la somma di diecimila euro in primo grado, mentre nel 2006, la Corte d’Appello di Perugia riconosce un risarcimento di  cento-ottomila euro, più gli interessi, per i danni di salute e di immagine subiti dalla Antonelli. A legittimare la sentenza, arriva anche la Corte di Cassazione, con ordinanza del 5 giugno – 24 ottobre del 2007. Quei soldi però Laura Antonelli non li ha mai percepiti. L’attore e amico Lino Banfi attraverso gli organi di stampa cercò di riportare la vicenda a galla alcuni anni dopo, per sensibilizzare e spingere affinché venisse riconosciuto all’attrice l’indennizzo riconosciuto.

Nel 2007 subì anche una truffa da parte di coloro che si sarebbero dovuti prender cura di lei. Proprio quelle persone, la badante e suo figlio, furono accusati di circonvenzione d’incapace, truffa e appropriazione indebita. Vennero fatti prelevare dal  conto in banca ben 100 mila euro in varie tranche in un periodo di cinque mesi. Poi l’avrebbero anche obbligata a vendere una sua casa nel Comune di Ladispoli, I  soldi realizzati  scomparvero nel nulla.

Nel 2011 Laura Antonelli,  a settant’anni viveva  a Ladispoli (RM) in un appartamento, lontana da tutto e tutti. La sua bellezza era un ricordo cancellato dal dolore e da problemi di salute. In solitudine se ne è andata proprio per quel cuore che l’ha abbandonata nel 2015.

Quanto alla filmografia, Laura Antonelli interpretò circa quaranta film, tra i più noti ricordiamo:

Le Malizie di Venere (1971), Gli sposi dell’anno secondo(1971) Il Merlo Maschio (1973), Malizia (1973), Sessomatto (1973), Peccato Veniale (1974), L’innocente (1976), Casta e pura (1981), Passione d’amore (1981), Viuuuulentemente…mia (1982), Grandi Magazzini (1986), La Venexiana (1986), Roba da Ricchi (1987), Rimini Rimini (1987), Malizia 2000 (1991)

Simone Cristicchi le dedicò una canzone, sensibile e delicata…

 

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