730 precompilato e la scadenza del 7 luglio 2015

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Il 730 è da sempre il modello utilizzato dai Lavoratori Dipendenti e Pensionati, da tutti coloro che percepiscono il  CUD del datore di lavoro o dell’Ente pensionistico d’appartenenza. Inserendo tutto ciò che è detraibile, in genere spese mediche, lavori di ristrutturazione, spese per studio, non presenta grandi difficoltà  nell’essere compilato. Con il modello 730 il contribuente non deve eseguire calcoli e può ottenere il rimborso dell’imposta (in caso di credito)  direttamente in busta paga o nella pensione, generalmente dal mese di luglio (agosto). Il medesimo discorso riguarda il caso debito verso l’Erario, che dovrà essere versato a partire dal mese di luglio (nella pensione dal mese di agosto) nella busta paga o nella rata di pensione.

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Da quest’anno entra in vigore il 730 già precompilato, che tante discussioni e polemiche ha portato con se. L’utilizzo dello stesso è possibile attraverso i servizi telematici: Fisconline con il rispettivo PIN. Una volta effettuato l’accesso online sarà possibile prendere visione dei dati inseriti dall’Amministrazione finanziaria sulla base dei modelli 730 presentati gli anni precedenti. Il contribuente potrà decidere se accettare la”dichiarazione dei redditi” così come proposta oppure modificarla o integrarla. Per fare questo potrà agire direttamente sul portale, oppure può rivolgersi, come sempre, al proprio sostituto d’imposta, un CAF o Commercialista. Se la Dichiarazione proposta dall’Agenzia, va bene, è sufficiente selezionare l’opzione “accetta”, in caso si debba operare sullo stesso, si dovrà selezionare l’opzione “integra il tuo 730”.

Grande novità di quest’anno è anche la scadenza per la presentazione del modello 730 fatta slittare al 7 luglio. Ciò è a un tempo comodo per i contribuenti e allo stesso tempo dimostrerebbe come l’informatizzazione permette (speriamo) tempi veloci per la relativa liquidazione a credito o debito entro il mese stesso. L’Agenzia delle Entrate provvede a fare controlli sulle dichiarazioni presentate entro sei mesi a partire dal 7 luglio Tali controlli avvengono sia in maniera preventiva, sia come controllo successivo sulla documentazione presentata. Qualora la somma a rimborso è pari o superiore a  € 4000,00 il controllo è d’ufficio. Tale tipologia di controllo non avviene se viene presentato il 730 precompilato senza modifiche.

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Abbiamo detto che l’uso del 730 riguarda i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma rientrano tra i soggetti che possono farne uso chi ha redditi assimilati (cioè chi ha altre entrate oltre al proprio lavoro principale, quali consulenze o contratti a progetto), chi percepisce redditi con tassazione separata e di capitale e redditi da terreni e fabbricati.

Riassumendo brevemente: i documenti necessari alla compilazione di un 730 anche precompilato  sono: il CUD  del datore di lavoro o dall’ente pensionistico; fatture, ricevute, scontrini, che attestino le spese sostenute nel corso dell’anno per le quali è prevista la deducibilità dal reddito complessivo (mediche – d’istruzione – assicurazioni sanitarie );ricevuta dei bonifici relative a spese di ristrutturazioni (al 1^ anno) , contributi versati per colf, assistenti domiciliari, quietanze di pagamento per professionisti, particolari spese di condominio; attestati di versamento degli acconti d’imposta effettuati dal contribuente; ultima dichiarazione presentata, se in questa era stata evidenziata un’eccedenza d’imposta.

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Purtroppo si ravvisano diversi problemi sul fronte della nuova tipologia della dichiarazione dei redditi precompilata. Molti dati sono risultati errati, da quelli strettamente personali agli estremi del CUD, le detrazioni, i terreni, gli immobili, insomma i casi di non corrispondenza tra il dichiarato precedentemente e quanto riportato sul 730 precompilato sono molti. Attivare la pagina col proprio Pin non è operazione facile, alla portata di tutti. Non c’è la possibilità di presentare con questo sistema  la dichiarazione dei redditi congiunta. L’Ufficio delle Entrate ha assicurato che a breve tutto dovrebbe rientrare e che  le cose nuove si necessitano di affinamenti. Diverse anomalie hanno riguardato anche il calcolo delle ritenute riconducibili all’INPS che ha evidentemente interpretato i parametri, ai fini del funzionamento del nuovo sistema informatizzato, differentemente da quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate.

Personalmente non capisco come, in più di vent’anni che le dichiarazioni 740/Unico/730 vengono inserite attraverso p.c. tali dati non siano già acquisiti per tutti. Da quel che mi risulta negli USA e anche in molti Stati Europei tale sistema funziona già da trent’anni. Mi sembrava qualcosa che di fatto non pone grossi problemi. All’interno di molti Sostituti d’imposta tale principio è usato da anni. Il dipendente deve solo mettere le spese deducibili, eventuali lavori di ristrutturazione, i contributi versati, spese d’istruzione, e quanto previsto dalla normativa vigente. Gli uffici preposti, provvedono poi all’invio. Ciò è stato dovuto applicare in larga scala, ma non mi sembra un’operazione particolarmente complessa nella nostra epoca abbastanza informatizzata…..o forse si.

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