Un uomo in Argentina afferma di essere Adolf Hitler

La storia ci racconta tutt’altra verità. Negli anni però molte  leggende si sono susseguite intorno a questo personaggio. Intorno a un po’ tutti coloro che hanno calcato con una certa fama le strade del mondo, sembrerebbe non poter trovar spazio la morte. Come se non li riguardasse. Nel tempo i fantasmi o spettri si muovono nelle case, nelle strade che li hanno visti protagonisti. Succede di tutti coloro dei quali non si accetta la fine. Ogni tanto si parla di Adolf Hitler, Mussolini, in tempi più recenti Elvis Presley o Michael Jackson. Certo ho paragonato un mondo fatto di politica, guerre e morti, con quello più effimero dello spettacolo musicale. In ogni caso però molte persone si sono identificate, si sentono appartenenti a ciò che questi uomini hanno realizzato e pensano possano essere sopravvissuti al loro destino.

In Argentina, seconda Patria di molti Nazisti c’è un signore di ben 128 anni (le date almeno coincidono), che sostiene di essere Adolf Hitler. Si chiama Herman Guntherberg ed afferma, in un’intervista rilasciata ad un quotidiano locale, di essere arrivato in Argentina nel 1945, grazie a documenti falsi. La sua seconda vita l’ha passata come un normale migrante tedesco. Gli ultimi settant’anni sono passati e lui vive da qualche anno con la sua attuale compagna di 55 anni che non crede ad una sola parola di quanto afferma il vecchio marito. Secondo quest’ultima, probabilmente Herman aveva davvero fatto parte delle SS e negli ultimi anni il senso di colpa è riemerso facendo prendere all’anziano (che soffre di Alzheimer) strane strade con la fantasia.

Herman ha deciso di rivelare tutto solo  ora che i servizi segreti israeliani hanno annunciato (già dallo scorso anno in verità ) di porre fine alla guerra  nei confronti dei criminali nazisti.

“Sono stato accusato di un sacco di crimini che non ho mai commesso. A causa di ciò, ho dovuto spendere più di metà della mia vita a nascondermi dagli ebrei, così ho avuto già la mia punizione “

Herman Guntherberg è però convinto di quanto sostiene e ha preparato un’autobiografia, che semmai dovesse prender forma di un libro spiegherà i fatti così come si sono realmente svolti. Lui sostiene che hanno infangato la sua memoria e che se solo la Germania fosse riuscita a vincere la Guerra, i libri di storia avrebbero raccontato un’altra verità.

La morte di milioni di persone, l’ideologia nazionalista, nazzista, il razzismo e le camere a Gas, i crimini di Guerra e tutte le follie che l’hanno contraddistinto però il signor Guntherberg non le rammenta. Fortunatamente si tratta di una sorta di mitomane ultracentenario. Per quanto poca cosa, rispetto al male fatto, Hitler il 30 aprile del 1945 ha posto fine alla sua vita, nel  Bunker dove si era rifugiato insieme ai suoi fedelissimi e alla moglie Eva Braun,  si è suicidato pur di non cadere in mano al nemico.

Questo ci racconta la storia. Se pure non fosse  la verità,  e non fosse morto in quella circostanza, ad oggi probabilmente non dovrebbe più essere tra noi. Oggigiorno, comunque, non è che stiamo meglio, ce ne abbiamo ancora tanti di pazzi che girano per il mondo. Al signor Herman Guntherberg, se è stato un esponente del mondo che fu, gli auguro di respirare ancora tanta aria fresca alla mattina, rammentando però ad ogni respiro, quanto male e morte ha contribuito a diffondere.

 

 

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