Weekend fuori porta: alla scoperta dell’Adda di Leonardo

Una gita fuori porta alla scoperta del fiume Adda permette non solo di conoscere location importanti dal punto di vista storico, visto che furono frequentate da Leonardo da Vinci, ma anche di entrare in contatto con paesaggi naturali pressoché incontaminati, senza che ciò implichi allontanarsi troppo dalla città. Ecco perché i lombardi non possono fare a meno di conoscere l’Ecomuseo dell’Adda di Leonardo: non un museo classico, allestito all’interno di un edificio, ma un museo all’aria aperta, che può essere percorso in bici o a piedi e che attraversa le province di Lecco e di Bergamo. Ovviamente il fiume Adda si estende su un territorio molto più ampio, ma è in queste zone che Leonardo ebbe modo di vivere, di lavorare e di creare.

Tra una passeggiata e l’altra, ci si imbatte in canali, in chiuse e in navigli che per diversi secoli hanno garantito l’irrigazione dei terreni circostanti ma che hanno anche rappresentato delle vere e proprie vie di comunicazione a nord di Milano. Gli appassionati di architettura industriale possono ammirare le centrali idroelettriche del posto, mentre chi si interessa agli edifici sacri ha solo l’imbarazzo della scelta, visti i numerosi santuari che si incrociano durante il cammino. Il più importante è probabilmente il Santuario della Rocchetta, nel territorio comunale di Cornate d’Adda, in provincia di Monza e Brianza ma al confine con quella di Lecco: da qui si può ammirare il paesaggio che – secondo la leggenda – ispirò quello raffigurato dal genio toscano nella Vergine delle Rocce.

Il viaggio culturale e naturalistico si compone di 14 stazioni, prendendo il via da Imbersago, in provincia di Lecco, e arrivando a Cassano d’Adda, in provincia di Milano. Leonardo trascorse molto tempo da queste parti negli anni ’80 del XV secolo, avendo ricevuto da Ludovico Sforza il compito di individuare un modo per rendere l’Adda navigabile. In precedenza Francesco Sforza aveva dato il la alla realizzazione del naviglio Martesana, a dimostrazione dell’attenzione che a quei tempi si prestava alle vie d’acqua, che permettevano di far arrivare a Milano non solo materiali da costruzione pesanti, ma anche i prodotti alimentari.

Il consiglio è quello di non limitarsi a una gita di un giorno ma di dedicare tutto il fine settimana alla scoperta di queste location, magari decidendo di trascorrere la notte in un agriturismo dei dintorni, come ad esempio Fondo Brugarolo (www.fondobrugarolo.it) una struttura a Sulbiate immersa nella natura, dove il relax è la filosofia di vita.

Share

Commenti

commenti